Archive for the ‘Vita quotidiana’ Category

Sexy = sexist?

12 giugno 2017

Sembrava che la liberazione sessuale e il femminismo ci avessero definitivamente traghettato dal pudore veterocattolico a un’epoca più serena e con meno vincoli, con il diritto per tutti di disporre del proprio corpo.
Ora purtroppo arriva la controtendenza. E non arriva dal risorgere degli integralismi religiosi, ma da dove meno te l’aspetti.

Scelgo l’esempio più recente e sintomatico, non certo l’unico o il più importante: le proteste contro la pubblicità di una linea di biancheria. Il motivo: si mostra una bellissima modella in reggiseno. Nella pubblicità di un reggiseno, pazzesco!

Di fronte a un tale scandalo c’è addirittura chi chiede una legge contro le pubblicità sessiste. Giusto, dobbiamo proibire di mostrare i reggiseni. Per pubblicizzarli andrà benissimo far vedere l’immagine di un cibo per gatti, di una bicicletta o di una vernice industriale.

Ma a quanto pare c’è di peggio: il sessismo più grave non sta tanto nel reggiseno in sé, bensì nella scelta di una modella dal fisico statuario, che non corrisponde alle “donne reali” (come se fossero tutte uguali). «Anche questa è violenza», sostengono le ultrafemministe. Giusto anche questo, bisognava fare la campagna pubblicitaria con una modella vecchia e grassa. E – per equità – le pubblicità di jeans da uomo con un modello anche lui rugoso e con una grossa pancia debordante.

Già oggi negli Stati Uniti sono arrivati alla follia di proibire di portare in spiaggia bambine indecentemente abbigliate solo con gli slip (ok, tecnicamente è un topless, ma lo è anche per i bambini maschi). Dobbiamo aspettarci che domani in Europa sarà vietato girare in minigonna? Sarà il femminismo a imporci il burqa?

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Però non cyber

29 maggio 2017

Devo confessare che, nella mia ignoranza in materia di televisione, fino alla settimana scorsa conoscevo un solo Paolo Ruffini, il matematico. Sono venuto a sapere dell’esistenza dell’attore omonimo leggendo un articolo su Wired. Chiamato come ospite speciale a un evento organizzato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca contro il cyberbullismo, Ruffini ha pensato bene di rivolgersi al pubblico di studenti nel modo più diretto e spigliato possibile, per non annoiarli. A quanto pare però ha esagerato con le parolacce, arrivando a sfottere e insultare proprio gli studenti. Insomma, ha fatto il bullo.

Genitori virtuali

5 gennaio 2017

Nel 2009 i sudcoreani Kim Jae-beom e Kim Yun-jeong sono stati arrestati per l’omicidio colposo della loro figlioletta di tre mesi Sa-rang, lasciata morire di fame mentre i genitori passavano tutto il loro tempo su internet, giorno e notte. In una sentenza che ha fatto epoca e ha suscitato aspre polemiche non solo in Corea, i due se la sono cavata con una pena molto lieve: due anni di prigione. La tesi della difesa – accolta dal giudice – chiedeva l’attenuante di una grave dipendenza da internet, paragonabile a quella da droghe pesanti.

Come si è poi scoperto, il gioco di ruolo fantasy in 3D che catturava tutta l’attenzione dei genitori snaturati era Prius Online, in cui pare che un aspetto centrale sia prendersi cura di un bambino virtuale.

prius

Crisi d’identità

12 ottobre 2016

La scena: Un ufficio comunale

Gli attori: Un impiegato, un cittadino


Cittadino
: Sono qui per avere una carta d’identità

Impiegato: Ha con sé quella vecchia o il passaporto?

Cittadino: No

Impiegato: In questo caso deve presentarsi con un testimone che attesti la sua identità

Cittadino: Ma io ho fretta, ho bisogno della carta d’identità!

Impiegato: Mi dispiace, non posso aiutarla

(Il cittadino inizia a scaldarsi, sbraita, urla sempre più forte)

Impiegato: La prego, la smetta, altrimenti sarò costretto a chiamare i carabinieri e farla identificare!

(Grazie ad Andrea per la segnalazione)

Miracolo al contrario

31 agosto 2016

La giovane Adele (il nome è di fantasia) è andata in pellegrinaggio a Lourdes; non aveva particolari problemi di salute, desiderava solo approfondire il suo percorso spirituale. Solo che il clima (in senso strettamente meteorologico) non era ideale, con forti sbalzi termici, per non parlare dell’acqua gelata delle piscine. Morale: la ragazza è partita sana ed è tornata malata.

Fare le ore grandi

8 luglio 2016

Secondo il dizionario Garzanti, “After-hours” è un «ritrovo di giovani che comincia alle prime ore del mattino, in genere dopo la chiusura delle discoteche, per continuare a ballare musica di un unico genere elettronico; locale che ospita questi ritrovi».
In teoria, è il trionfo dei nottambuli, di quelli che vogliono tirare sempre più tardi.
In pratica, negli anni Novanta (il periodo d’oro degli after-hours, credo), molti amanti delle notti estreme andavano prima a dormire, e poi si svegliavano prima dell’alba per cominciare la giornata. Cioè seguivano più o meno gli orari dei monaci più ascetici.

rave-party

Risvegli

22 marzo 2016

Uno sta cercando di dormire pacificamente in treno, nonostante la scomodità delle poltroncine. Allunga le gambe come può, facendo attenzione a non disturbare troppo il dirimpettaio che sta cercando di dormire anche lui. Finalmente un dolce sopore, un accenno di visioni oniriche.

Dormire in treno

E poi il brusco ritorno alla realtà: l’annuncio a tutto volume di Trenitalia che invita ad abbassare le suonerie dei cellulari per non disturbare gli altri viaggiatori.

Ops…!

11 febbraio 2016

Potenza della moda. Adesso hanno pensato anche al vino vegano. Viene da chiedersi: cosa vuol dire? In effetti non è chiaro: tutti i vini sono prodotti da materie prime vegetali, e quindi volendo sono tutti vegani.
I produttori di questo vino, di cui ho trovato notizia in rete, sostengono di aver escluso qualunque additivo di origine animale (gelatine, albumina, caseina). Ma anche questo vale sicuramente per molti altri vini.
Evidentemente loro puntano ad abbindolare i vegani convinti. Quelli che forse non apprezzeranno i consigli di abbinamenti sull’etichetta: “Ottimo con carni rosse e formaggi stagionati”.

Vino vegano

Al morto, al morto!

12 gennaio 2016

Il caso più frequente, in Italia, è quello di Monica Vitti: quasi una volta all’anno (se non di più) esce su qualche sito internet la notizia che è morta, e subito viene ripresa sui social network per poi essere smentita.
Ma succede spesso con molti personaggi famosi, tanto che la gente tende a credere sempre meno a quello che legge in rete. Ed è un bene; anzi, magari ci fosse molto più scetticismo! Ci sarebbero meno sprovveduti che dubitano dei vaccini e credono alle scie chimiche.
Solo che adesso, secondo l’effetto “Al lupo, al lupo!”, quando viene annunciata la morte di qualche celebrità, nasce subito il sospetto che sia una bufala.
Così è successo anche per David Bowie: appena ha iniziato a girare la triste notizia, subito in rete si è diffusa la voce che fosse infondata. Solo che stavolta lui, povero, era morto sul serio.
Come ha notato qualcuno, siamo passati dal prendere per buone le bufale al prendere per bufale le notizie vere.

Al lupo al lupo

La solitudine è contagiosa

8 gennaio 2016

Le epidemie non sono solo di origine virale o batterica. Si parla per esempio di epidemia di obesità.
Anche le emozioni notoriamente possono essere contagiose: un amico che ride spesso ti induce a ridere a tua volta.
La solitudine non fa eccezione. Il problema è il mezzo del contagio: come fa uno a contagiarti se sta da solo? In effetti, secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Personality and Social Psychology, non è la solitudine che si trasmette da una persona a un’altra, ma la sensazione di essere soli: è risultato che se uno dei tuoi amici tende a sentirsi solo, anche tu ti sentirai solo più spesso della media, e quindi anche più solo di quanto saresti senza quell’amico.
In pratica, più amici hai più corri il rischio di sentirti solo.

I paradossi della nonna / 2

13 dicembre 2015

Mia nonna, come fanno molti, chiamava “Olanda” i Paesi Bassi (Nederland).
Quando invece parlava di “Paesi Bassi”, da brava insegnante di storia ma poco esperta di geografia, comprendeva anche il Belgio (pensando all’epoca del dominio spagnolo).
Affermava poi che la popolazione olandese è quasi totalmente protestante mentre complessivamente nei Paesi Bassi predomina il cattolicesimo. Con questo intendeva dire che i Paesi Bassi propriamente detti (Nederland) sono soprattutto protestanti (falso), e per avere una maggioranza cattolica bisogna aggiungere il Belgio.
Però l’Olanda propriamente detta (cioè una provincia dei Paesi Bassi) è effettivamente a stragrande maggioranza protestante, per cui la sua affermazione era formalmente corretta.

holland

Ladri di biciclette

3 dicembre 2015

Sul Corriere della Sera, Sergio Rizzo porta all’attenzione dei lettori un problema che ancora affligge Roma: il furto delle biciclette (in particolare della sua). Strano, perché sono in pochi a usarla, e non si direbbe che c’è un gran mercato (forse vanno a venderle altrove).
Rizzo racconta un episodio che gli è capitato di recente:

«Capita così che una sera, dopo aver aperto l’antifurto con cui di solito assicuro la bicicletta a un palo bene in vista di fronte alla porta d’ingresso del giornale, non sia riuscito a inforcarla per tornare a casa. Semplicemente perché era legata. Allo stesso palo, e con una catena che non era la mia. Qualcuno ce ne aveva messa un’altra, e di quelle a prova di tronchesi, la cui improvvisa comparsa denunciava con chiarezza il piano d’azione messo a punto dal suo autore. Tornare a notte fonda, tagliare il mio antifurto, aprire la sua catena e fregarsi la bici. Per fortuna gli è andata male.
È bastato smontare il cartello imbullonato al palo, sfilare dall’alto la bicicletta incatenata e poi rimettere il cartello al suo posto. Inutile dire che lì la mia bici non la troveranno più. Anche perché se è stato così facile liberarla dal palo, sarebbe altrettanto facile rubarla. Prendete nota, cari colleghi ciclisti: esaminate sempre con attenzione il supporto al quale legate la bicicletta. Quanto alla catenona spuntata quella sera, voglio tranquillizzare l’ignoto incatenatore. Ce l’ho io. La tengo in custodia nel caso in cui la rivolesse indietro: l’indirizzo lo conosce».

Ladri di biciclette

La dinamica non è chiarissima, nonostante la foto (se qualcuno mi può aiutare a capirla meglio mi fa un favore), ma il concetto di base è questo: il ladro assicura la bicicletta al palo con una catena, e il legittimo proprietario deve ingegnarsi per sgraffignarla lo stesso.

Happy Thanksgiving!

26 novembre 2015

Thanksgiving

(Grazie a Fabio Turone per la segnalazione)

Quell’attentato mi ha salvato la vita

13 novembre 2015

È un giorno qualunque, e Daniel Cohen sta aspettando l’autobus nella città di Rishon LeZion, vicino a Tel Aviv. All’improvviso viene assalito, preso alla gola e accoltellato ripetutamente da un attentatore palestinese.
Fortunatamente le ferite, anche se gravi, non sono mortali: il rapido intervento dell’ambulanza e un intervento chirurgico di quattro ore gli salvano la vita. Proprio durante l’intervento i medici si accorgono di qualcosa di strano nell’intestino. Era un tumore che Cohen non sapeva di avere, e i chirurghi approfittano dell’occasione per rimuoverlo.
Se non fosse stato per l’attentato, Cohen avrebbe rischiato la vita.
(Grazie a Tanya Yael per la segnalazione)

pigua-bus

Senza parole

18 settembre 2015

Pista ciclabile

(Grazie a Paolo Alessandrini per la segnalazione)

I paradossi della nonna

14 settembre 2015

La mia vecchia nonna era incredibilmente negata per le lingue. Aveva un factotum capoverdiano di nome João e lo chiamava alla spagnola Juan. Solo che lo leggeva alla francese, per cui la pronuncia finale non era troppo lontana da quella vera portoghese.

Elogio dell’ozio / 2

7 settembre 2015

Ilenia Franco ha 34 anni e ha appena scoperto che economicamente le conviene stare a casa anziché lavorare. Come ha spiegato in un’intervista alla Stampa, il problema è l’asilo di sua figlia: «Abbiamo tentato qualunque strada per iscrivere all’asilo nostra figlia Letizia e abbiamo sofferto per un meccanismo assurdo. I posti disponibili sono pochissimi, se lavoro anche io saliamo di fascia di reddito e siamo tagliati fuori dagli istituti pubblici. Quelli privati sono così costosi che diventa più conveniente occuparmi a tempo pieno della bimba finché non andrà alle elementari».

Ilenia Franco

È una versione aggiornata, in piccolo, del famoso caso del chirurgo svedese Herbert Olivecrona, che aveva suscitato grandi polemiche.
Il sistema fiscale svedese prevede tasse fra le più alte al mondo (usate probabilmente nel migliore dei modi, ma non è questo il punto). Olivecrona aveva calcolato che lavorando solo sei mesi all’anno, w passando gli altri sei in vacanza, avrebbe guadagnato meno ma sarebbe sceso in una fascia contributiva minore e, alla fine, gli sarebbe convenuto.
Tutti contenti? E i pazienti che dovevano aspettare oppure rivolgersi a un chirurgo meno bravo?

(Dis)occupati

29 luglio 2015

Dopo i 50 anni succedono cose strane. Non menopause, calvizie, eccetera: quelle sono cose naturali. È nel mondo del lavoro che c’è un bel paradosso.
Fra il 2007 e il 2013, secondo i dati dell’Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori), nella fascia d’età fra i 50 e i 64 anni sono aumentate sia l’occupazione che la disoccupazione: il tasso di occupazione è salito dal 46,5% al 52,6%, quello di disoccupazione dal 2,5% al 6,5%.

In realtà non c’è niente di paradossale: con l’aumento progressivo dell’età pensionabile è ovvio che l’occupazione degli ultracinquantenni aumenta, anche se con la crisi cresce pure il numero di disoccupati.

(Grazie a Cristina Da Rold per la segnalazione)

Migrazioni

22 maggio 2015

Conversazione ascoltata nella metro: «Ah signora mia, con tutti questi immigrati prima o poi andrò a vivere all’estero!»
(Grazie a Marco Guglielmino per la segnalazione; non so se è vera, ma comunque fa il paio con il paradosso dello skinhead)

Le mille luci del blackout

23 gennaio 2015

Io per addormentarmi ho bisogno del buio quasi totale, e l’altra sera non riuscivo a prendere sonno a causa di un blackout. Sì, perché il blackout aveva colpito solo il mio palazzo, e le luci della strada entravano prepotentemente dalla mia finestra, dato che l’interruttore elettrico per abbassare la persiana ovviamente non funzionava.