Archive for the ‘Sport’ Category

Titoli di giornale / 19

4 maggio 2015

ko ai punti

 

(Repubblica.it)

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Golden autogol

9 luglio 2014

Norme astruse portano a esiti astrusi, e spesso paradossali. Uno degli esempi più calzanti si è verificato nella partita di calcio fra le nazionali di Barbados e Grenada, disputata al Barbados National Stadium il 27 gennaio 1994.

Era l’ultima e decisiva partita nel girone preliminare di qualificazione alla Coppa dei Caraibi, competizione di medio prestigio riservata appunto agli Stati caraibici e valida anche per le qualificazioni alla Coppa dell’America settentrionale e centrale.

Nel regolamento, le norme astruse erano bene due, introdotte da non si sa bene chi. Intanto ogni partita doveva avere un vincitore: in caso di parità, supplementari ed eventuali rigori anche nelle normali partite del girone. E poi la regola più bizzarra era un golden goal ancora più golden: il primo gol segnato nel tempi supplementari non solo decretava la fine della partita, ma valeva anche doppio.

Proprio la concomitanza di queste due regole è stata decisiva. In base alla classifica maturata nelle partite precedenti, la nazionale di Barbados per qualificarsi doveva vincere con almeno due gol di scarto, mentre a Grenada bastava perdere con un gol di scarto.

A dieci minuti dalla fine il risultato era di 2-0 per Barbados, ma all’83° segna Grenada: 2-1, i giocatori esultano, la qualificazione è vicina. Cosa possono fare i giocatori di Barbados? Si buttano all’attacco per il 3-1, ovviamente, ma senza successo. Allora cambiano strategia: a tre minuti dalla fine realizzano che avrebbero più chance di passare il turno se la partita andasse ai supplementari: avrebbero più tempo per segnare, e soprattutto il “doppio” golden goal significherebbe la qualificazione. Detto fatto: si fanno volontariamente autogol, la partita finisce 2-2, ai supplementari segnano il gol del 4-2 e si qualificano. In pratica l’autogol è stato decisivo quanto il golden goal.

Barbados-Grenada

La situazione più paradossale è quella degli ultimi tre minuti dei tempi regolamentari. I giocatori di Grenada, capito il trucco, decidono di fare la stessa cosa e di perdere per 3-2 (risultato che li qualificherebbe), tirando nella propria porta. Porta difesa a quel punto dai loro avversari. I quali però non possono chiudersi in difesa (cioè in attacco), altrimenti Grenada potrebbe decidere di segnare nella porta giusta, vincendo con un 3-2 che chiuderebbe definitivamente la questione. Quindi in quei pochi minuti rimasti i giocatori di Barbados difendono entrambe le porte, mentre quelli di Grenada cercano di segnare in una qualunque. Non ci riescono, e vengono eliminati da quelli che invece l’autogol erano riusciti a segnarlo.

Grazie ad Alessandro D’Andrea per la segnalazione

Sorpresa prevista

2 luglio 2014

«Il Belgio vuole confermare il pronostico di sorpresa del torneo»
Alberto Rimedio, Rai 1

Chi massaggerà il massaggiatore?

17 giugno 2014

Da molti anni ormai le scene di esultanza quando si segna un gol sono spesso violente, tanto che c’è da stupirsi che nessuno si faccia mai male.
Questa lacuna è stata colmata (in mondovisione) durante la partita Italia-Inghilterra.
Al gol del (momentaneo) pareggio gli inglesi hanno formato il tipico mucchio festante, e qualche istante dopo uno dei partecipanti alla mischia è stato portato via in barella. Attimi di ansia per i tifosi inglesi, poi il sollievo: l’infortunato era il fisioterapista Gary Lewin.

lewin-stretchered

La notizia è stata accolta dalla maggior parte degli spettatori italiani con grande ilarità, nonostante il gol subito. Di umore diverso l’allenatore inglese Roy Hodgson, che con grande serietà ha commentato: «È un momento molto triste, purtroppo i mondiali per lui sono finiti».

Avrebbe dimostrato sicuramente molto più humour britannico Bertrand Russell (che oltretutto era gallese, non inglese), nel riconoscere una versione aggiornata del suo famoso paradosso del barbiere: “Su un’isola il barbiere taglia la barba a tutti quelli che non se la tagliano da soli. Chi taglia la barba al barbiere?”.
Volendo, è anche una variante di un classico paradosso dell’antichità: «Quis custodiat custodes?».
Insomma, chi penserà al povero Gary?
In questo caso la risposta c’è ed è facile. Oltre ai giocatori in panchina, le squadre si sono portate in Brasile anche un massaggiatore di riserva. Nel caso dell’Inghilterra è Steve Kemp: sarà verosimilmente lui a doversi occupare del suo collega prima ancora che dei giocatori.

Gioco, partita, incontro, detronizzazione

7 ottobre 2013

Pechino, 6 ottobre 2013. Il tennista serbo Novak Đoković si aggiudica l’Open della Cina, per il quarto anno consecutivo, battendo lo spagnolo Rafael Nadal con il punteggio di 6-3 6-4.

Djokovic-Nadal

7 ottobre 2013. Pubblicate le nuove classifiche dell’Atp. Nadal, grazie alla finale raggiunta nel torneo di Pechino, riconquista la posizione di numero uno del mondo, scavalcando proprio Đoković.
Ma povero Novak, più che battere Nadal cosa poteva fare?

Odd-side

30 settembre 2013

Nella regola del fuorigioco è entrata da tempo la clausola della posizione “ininfluente”: un attaccante che non partecipa all’azione non viene considerato in fuorigioco, anche se si trova più avanti rispetto ai difensori avversari.
Invece un difensore, anche se sta seduto vicino alla bandierina, tiene in gioco gli attaccanti avversari. Perché la sua posizione non viene considerata ininfluente?

Be’, noi abbiamo Berlusconi

18 maggio 2013

I portoghesi hanno la fama (secondo me meritata) di essere un popolo simpatico. Eppure attualmente i più famosi nel mondo sono Cristiano Ronaldo e José Mourinho.

Cristiano Ronaldo-Jose Mourinho

Donne e calcio: sarebbe questa la parità dei sessi?

13 maggio 2013

Apprendo dalla stampa che Francesca Avanzo, calciatrice della Dynamo Vellai (squadra di Vellai, paesino in provincia di Belluno), pare sia talmente brava da volersi misurare con avversari maschi. Per questo sta cercando di passare alla locale squadra (maschile) Stella Azzurra Facen: «Chiedo di essere accolta nella Stella Azzurra e spero che i Csi [Centri sportivi italiani] di Belluno e Feltre accettino la sfida di aiutarmi a giocare in spirito di parità con giocatori di sesso maschile».
Qualche anno fa, un’idea simile era venuta in mente all’estroso presidente del Perugia Luciano Gaucci: dopo aver ingaggiato una serie di giocatori che erano più che altro curiosità (per esempio il figlio di Gheddafi), aveva dichiarato, come estrema provocazione, di voler far giocare una donna nella sua squadra. Si era parlato in quell’occasione della tedesca Birgit Prinz (nella foto) e di alcune non meglio identificate giocatrici dell’Europa orientale.

Womens Nationalteam Germany v Denmark Friendly Game

Tutto ciò rientra in un ragionamento basato su un punto di partenza sballato (e, volendo, maschilista): considerare il calcio femminile non come una gestione autonoma e parallela ma come una sorta di serie B (o serie Z), da cui una giocatrice veramente brava può emergere per essere promossa in serie A.
Ma allora, un calciatore che si dimostrasse troppo scarso dovrebbe essere mandato a giocare con le donne?

L’allenatore, la madonna e l’emiro

19 novembre 2012

Come riporta la Gazzetta dello Sport, l’allenatore del Manchester City Roberto Mancini attribuisce la sua vittoria nell’ultimo campionato inglese nientemeno che all’intervento della madonna di Medjugorje.
Le prove che Mancini cita sembrano in effetti inconfutabili: lui stesso avrebbe chiesto al giocatore croato Nikica Jelavic, attaccante dell’Everton, di segnare un gol ai rivali del Manchester United, e la riprova è che Jelavic ha segnato non uno ma ben due gol decisivi (cosa che si sarebbe ben guardato dal fare se non per la richiesta di Mancini – o della madonna).
Per giunta, tanto per zittire gli increduli, Mancini aggiunge che Jelavic è nato non lontano da Medjugorje e, per tagliare la testa al toro, conclude che la partita decisiva, vinta dal City contro il Queen’s Park Rangers all’ultima giornata di campionato, si è disputata il 13 maggio, giorno della festa della madonna di Fatima (evidentemente una vale l’altra).

Come fa notare Alessandro Chiometti sul sito Cronache laiche, è piuttosto paradossale pensare che la madonna non solo faccia il tifo, ma addirittura si adoperi per far vince la squadra di proprietà… dell’emiro Mansur bin Zayd Al Nahyan!
L’unico dato sicuro che emerge dalle affermazioni di Mancini è la sua assoluta sfiducia nei confronti della propria squadra e delle sue doti di allenatore.

Guerra e pace

4 agosto 2012

Secondo la maggior parte degli studiosi, l’origine della stretta di mano come gesto di pace sta nel mostrare di non essere armati (e infatti convenzionalmente si fa con la mano destra).
Un episodio curioso si è verificato alle Olimpiadi di Londra 2012.
Durante l’incontro di scherma valido per i quarti di finale della competizione di fioretto a squadre, l’italiana Valentina Vezzali e la sua avversaria britannica si sono cavallerescamente strette la mano. Solo che era la mano sinistra: nella destra tenevano l’arma.
(Grazie a Francesco Ugolini per la segnalazione)

Il resto è Balotelli

25 giugno 2012

A volte quando un calciatore sbaglia un tiro il telecronista commenta: «Ha colpito la palla troppo bene». E spesso è vero: il gesto tecnicamente perfetto porta a una traiettoria prevedibile per il portiere.

Un altro paradosso dei gemelli

21 gennaio 2012

I gemelli Tim e Tom Gullikson erano due buoni tennisti americani. Insieme, in doppio, arrivarono in finale a Wimbledon, nel 1983.
Durante le loro partite ci fu qualche problema con il tabellone del torneo londinese, che, come sanno gli appassionati, identifica i giocatori solo con i cognomi e le iniziali dei nomi : nel loro caso non erano dati sufficienti per distinguerli.
È normale per gli americani avere un secondo nome, di cui di solito si riporta solo l’iniziale. E questo valeva anche per Tim e Tom, per loro fortuna: i loro nomi ufficiali erano Timothy E. Gullikson e Thomas R. Gullikson. Perciò nel tabellone di Wimbledon Tim veniva indicato come T.E. Gullikson, mentre Tom era T.R. Gullikson. Per ognuno dei due, le due iniziali e i punti occupavano quattro spazi: sarebbe stato più breve scrivere per esteso Tim e Tom!

Dio salvi la regina di Scozia!

1 ottobre 2011

L’inno britannico God save the Queen viene cantato alle Olimpiadi quando vince un atleta del Regno Unito, cioè inglese, scozzese, gallese o nordirlandese.
Nelle competizioni internazionali di rugby, invece, solo l’Inghilterra lo usa come inno: le altre tre “nazioni” hanno ciascuna una propria squadra e un proprio inno (non ufficiale).
Quindi per esempio quando gli scozzesi affrontano l’Inghilterra sentono cantare il proprio inno nazionale solo come inno degli avversari.

Titoli (veri) di giornale / 4

27 settembre 2011

(Questo per la precisione è un titolo letto sul Televideo)
Immobile raggiunge quota 5
[Ciro Immobile, ho scoperto dopo, è un calciatore che gioca in Serie B con il Pescara, e nell’ultima partita di campionato ha segnato il suo quinto gol stagionale. Neanche a farlo apposta, Immobile ha segnato su rigore, quindi su calcio da fermo].

Finale per il secondo e terzo posto

11 luglio 2011

Ogni anno nella World League di pallavolo si gioca la “Final Four”: le quattro squadre qualificate dei rispettivi gironi si incontrano in un’unica città dove nell’arco di 2-3 giorni si giocano semifinali e finali. Da qualche tempo, per evitare che le due squadre più forti possano incontrarsi in semifinale, si gioca una specie di “giornata preliminare”, in cui le quattro squadre vengono abbinate per sorteggio a due a due: si disputano due partite il cui unico scopo è stabilire le “teste di serie” per le semifinali: ognuna delle due vincenti incontrerà in semifinale una delle due perdenti. In questo modo, fra l’altro, cresce anche il numero di partite giocate e quindi aumentano gli incassi e le dirette televisive (*).
Nell’edizione del 2004, disputata a Roma, si incontrano Italia, Brasile, Serbia e Bulgaria. Il Brasile è favoritissimo, la Bulgaria appare la meno competitiva, mentre Italia e Serbia aspirano almeno alla finale. Le partite preliminari sono Bulgaria-Brasile e Italia-Serbia. In pratica, dando per scontate le vittorie del Brasile e le sconfitte della Bulgaria in tutte le partite, chi vince fra Italia e Serbia incontrerà la Bulgaria in semifinale e quindi perderà con il Brasile in finale; l’altra perderà con il Brasile in semifinale per poi battere la Bulgaria nella finale per il terzo posto. In pratica, la partita preliminare è una specie di finale anticipata per il secondo e terzo posto. E così succede: l’Italia batte la Serbia e poi tutto va secondo i pronostici. Classifica finale:
1) Brasile
2) Italia
3) Serbia
4) Bulgaria

N.B. Se il sorteggio avesse fatto incontrare Italia e Brasile (o Serbia e Brasile) nella partita preliminare, allora ci sarebbe stata una semifinale Italia-Serbia, e sarebbe stata quella la finale virtuale per il secondo e terzo posto. Insomma, la situazione paradossale non dipendeva dal sorteggio, ma dai valori sportivi in campo in quell’occasione.

 

(*) A questo proposito il mio amico Daniele Gewurz mi fa notare un altro fatto paradossale: visto che si giocano in tutto sei partite, tanto valeva fare un girone all’italiana, in cui tutti giocano contro tutti. Però si perderebbe la spettacolarità delle eliminazioni dirette e soprattutto della finalissima.

Forza Napoli!

5 giugno 2011

Scommesse? Mafia calcistica? Non sempre. A volte il risultato di una partita è prevedibile in anticipo, ma in base ad altri motivi.
Campionato di calcio di serie A 1989-1990, 33-esima (e penultima) giornata. Si gioca Bologna-Napoli. Il Napoli, il grande Napoli di Maradona, è lanciato verso il suo secondo scudetto. Il Bologna, ottavo in classifica, ha poche speranze di agganciare l’Atalanta al settimo posto. Per l’ottava classificata si potrebbe liberare un posto in Coppa Uefa, ma solo se si verifica una concomitanza di circostanze: il Napoli vince lo scudetto, la Sampdoria la Coppa delle Coppe, e il Milan la Coppa dei Campioni. Però il Napoli, tallonato proprio dal Milan, ha bisogno di vincere a Bologna…
Finisce 4-2 per il Napoli, e il Bologna va in Uefa grazie alla sconfitta interna.

Punti di vista

19 maggio 2011

Se noi chiamiamo il ping-pong “tennis da tavolo”, per i cinesi il tennis è il “ping-pong da campo”?

Talento innato

3 maggio 2011

Negli spot televisivi Totti ha rivelato sorprendenti doti di recitazione. Se tirasse i rigori con la stessa abilità…