Archive for the ‘Ingiustizie’ Category

Dolce vita e dolce morte

2 marzo 2017

L’Italia è quel Paese dove se vuoi curarti muori nell’attesa, ma se vuoi morire ti curano per forza

(da internet)

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Oil, oil, every where, nor any drop to fuel

11 maggio 2016

Ai tempi di Gheddafi uno dei vanti del governo libico era che un litro di benzina costava meno di un litro d’acqua (non era proprio così ma qualcuno ci poteva credere, vista la penuria d’acqua e la ricchezza di petrolio).
Non funziona così.
La Nigeria è uno dei principali produttori di petrolio al mondo, membro dell’Opec dal 1971. Eppure al momento la benzina scarseggia.

 

Oil-Gasoline

Il paradosso nasce da una doppia ingiustizia. Primo, il Paese è dotato di pochissime raffinerie, per cui è costretto a esportare il petrolio per poi importarne i derivati. Secondo, l’attuale prezzo basso del petrolio riguarda più la materia prima che i prodotti raffinati: di conseguenza, le esportazioni di petrolio nigeriano non fruttano abbastanza soldi da consentire sufficienti importazioni di benzina.

Siamo tutti colpevoli

5 marzo 2015

Se noi siamo al mondo, vuol dire che i nostri lontani antenati hanno avuto la meglio su altri nella lotta per sopravvivere e trasmettere i propri geni alla posterità; molti di loro, probabilmente, in modo violento. In pratica, la nostra esistenza è la dimostrazione della loro vittoria, e quindi un trofeo che premia innumerevoli sopraffazioni e ingiustizie.

Filippo II l’innovatore

22 ottobre 2014

Molti sanno che l’Invincibile Armata spagnola è stata sconfitta più dalle tempeste che dalle navi inglesi.
Pochi però conoscono un retroscena paradossale.
Prima che con le armi, Filippo II di Spagna aveva cercato di prendere il controllo dell’Inghilterra in modo pacifico. Nel 1554 aveva sposato l’allora regina Maria “la Sanguinaria” e alla sua morte, nel 1558, aveva chiesto in sposa la nuova regina, Elisabetta, che però aveva rifiutato.
Dal 1554 al 1558 dunque Filippo II era stato principe consorte d’Inghilterra; in quegli anni aveva messo a disposizione degli inglesi le avanzate conoscenze navali spagnole, modernizzando la flotta inglese e ponendo le basi per le sue future vittorie nei mari di tutto il mondo (compresa quella sull’Invincibile Armata, trenta anni dopo).

Portrait_of_Philip_II_of_Spain

Paradosso nel paradosso: nella storiografia inglese (e di riflesso in quella di molti Paesi europei, ma non in quella spagnola) Filippo II è considerato un monarca retrivo e antiquato, soprattutto in confronto alla modernità dell’Inghilterra.
Povero Filippo.

C’è poco da festeggiare

1 agosto 2014

La Festa dell’Unità c’è ancora

 

unità

Più lavori, meno guadagni

8 aprile 2014

I tedeschi la smetteranno di considerarci pelandroni e sfaticati: dati alla mano, lavoriamo più di loro.
E anche più degli inglesi, degli svedesi, dei finlandesi, degli irlandesi, dei belgi, dei lussemburghesi e dei danesi. Per non parlare degli olandesi, loro sì gli scansafatiche d’Europa.
In cima alla classifica degli stakanovisti ci sono invece i greci; seguono cechi, bulgari, polacchi, slovacchi, romeni, ciprioti, sloveni, ungheresi, lettoni, portoghesi e maltesi.
Insomma, avete capito il senso: a quanto pare, nell’Unione Europea, chi lavora di meno ha il reddito più alto.

working-week

P.S. I dati sono riportati dal Guardian, che cita come fonte l’Office for National Statistics britannico. Ignoro invece chi sia l’autore della cartina. Per cui non posso dire se, come verrebbe il sospetto, ci sia un’ombra di ironia, sottile ma leggermente razzista: si parla di lavoro e nella cartina dell’Italia le uniche città segnalate sono Napoli e Palermo.

Quartus inter pares

8 maggio 2013

La Francia è uscita militarmente sconfitta dalla seconda guerra mondiale, eppure non solo figura fra le nazioni vincitrici, ma addirittura partecipò alla spartizione della Germania. Certo, i francesi avevano organizzato la resistenza contro l’invasione, ma allora perché non c’era una zona di occupazione polacca, una olandese, una norvegese…?

Charles_de_Gaulle

E perché al processo di Norimberga, accanto ai giudici sovietici, americani e inglesi c’erano solo quelli francesi? Per qualche motivo, i Paesi dell’Europa centro-orientale invasi dalla Germania erano assenti in quanto rappresentati dai sovietici (!), e allo stesso modo la Francia (!!) parlava anche a nome di quelli dell’Europa occidentale (Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Norvegia).
Eppure, durante la guerra, tutti i vertici fra i capi degli Alleati erano a tre (tranne la dichiarazione di Mosca del 30 ottobre 1943, alla base del processo, nella quale si era aggiunto un quarto membro: la… Cina).
Forse un giudice cinese a Norimberga sarebbe sembrato grottesco, ma in seguito i trattati di pace con i Paesi sconfitti sembrano sconfessare il posto privilegiato della Francia rispetto agli altri Paesi invasi: il trattato di pace di Parigi del 1947 (da cui era esclusa la Germania) contemplava dalla parte degli sconfitti gli alleati dei nazisti (Italia, Romania, Ungheria, Bulgaria e Finlandia), e dalla parte dei vincitori quelli nemici e/o da loro occupati (nell’ordine: Unione Sovietica, Regno Unito, Stati Uniti, Cina, Francia, Australia, Belgio, Bielorussia, Brasile (!!!), Canada, Cecoslovacchia, Etiopia, Grecia, India, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Polonia, Ucraina, Sudafrica e Jugoslavia).
Quindi jugoslavi e greci avevano sconfitto l’Italia e la Bulgaria ma non la Germania?

Il padre di tutti i paradossi / 2

21 gennaio 2013

«I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori»
Marco Porcio Catone (Catone il censore) *

Catone

* Citato da Aulo Gellio in: Notti attiche, XI, 18, 18 (Fures privatorum furtorum in nervo atque in compedibus aetatem agunt, fures publici in auro atque in purpura)

Vedi anche: Il padre di tutti i paradossi

Grandi comici a confronto / 2

21 dicembre 2012

Nel suo show su Rai 1 (che ha totalizzato ben il 44% di share), Benigni ha dedicato tutta la prima parte a una satira su Berlusconi, a detta di molti un po’ stanca se non trita.
Contemporaneamente, su Rete 4, andava in onda l’originale, senza dubbio molto più spassoso. Ma ha raccolto un misero 7% di share.

benigni-berlusconi

Il padre di tutti i paradossi

10 gennaio 2012

Il nome “paradosso” viene dal greco παρὰ (contro) e δόξα (opinione): sono stati i greci a formulare i paradossi logici più antichi, come quello famosissimo di Achille e la tartaruga.
Dall’antica Grecia viene anche il paradosso morale più longevo, forse eterno, forse irresolubile (*).
Come racconta Sant’Agostino in De Civitate Dei, un pirata fatto prigioniero da Alessandro Magno così gli si rivolge: «Perché non ho che una piccola nave, sono chiamato corsaro. E perché tu hai una grande flotta sei chiamato imperatore!».

(*) Per fare un esempio, lo stesso ragionamento è all’origine anche delle azioni di Raskolnikov in Delitto e castigo.

… e i cattivi saranno ricompensati

3 gennaio 2012

Notizia del giorno: l’Angola corre in aiuto del Portogallo, la sua ex potenza colonizzatrice ora alle prese con la crisi economica.
È il caso più appariscente e paradossale di un fenomeno già visto in Algeria e in generale nel Sud del mondo: le ex colonie, dopo guerre di indipendenza in molti casi lunghe e sanguinose, hanno stabilito legami privilegiati con gli ex colonizzatori invece di chiedere incalcolabili danni morali e materiali. Quindi ancora oggi le nazioni europee traggono un enorme vantaggio politico ed economico dal loro passato di sfruttamento, repressione e stragi.

Più nobile del Nobel

8 ottobre 2011

Ancora sui Nobel. Ogni anno, quando si annuncia il premio per la letteratura, il commento più diffuso è: «Ma come, neanche quest’anno l’hanno dato a Philip Roth?». Proprio quello che si diceva sempre anche a proposito di Borges (che alla fine è morto senza aver mai ricevuto il premio).
Non sono in grado di valutare i meriti del vincitore del 2011, il poeta svedese Tomas Tranströmer. Però è facile osservare che in passato le omissioni erano ancora più clamorose: il Nobel non l’hanno avuto, per fare qualche esempio, né Joyce, né Kafka, né Proust. Ora, se Kafka era “sotterraneo” in tutti i sensi, Joyce e Proust erano noti e apprezzati. E certo non appartenevano a culture marginali.
In compenso ha avuto il Nobel per la letteratura (!) Winston Churchill.

Ancora più paradossale il caso del Nobel per la pace.
Ora, sono assolutamente convinto che se lo siano pienamente meritato le tre donne premiate nel 2011: Ellen Johnson Sirleaf e Leymah Gbowee, liberiane, e Tawakkul Karman, yemenita.
Però all’appello dei vincitori nel Novecento manca la personalità che senza dubbio lo avrebbe meritato più di tutti: Gandhi.
Senza volerlo mitizzare, e anche tendendo presenti i suoi limiti, è però impossibile non pensare che il premio Nobel per la pace sembrava ideato apposta per lui *.
In fondo però, mi viene da pensare, per Gandhi non sarebbe stato un riconoscimento; anzi, ne sarebbe stato quasi sminuito, equiparato a tutti gli altri.

* Anche in altri elenchi di premiati balzano agli occhi clamorose assenze: per dirne una, Maradona non ha mai vinto il Pallone d’oro. Ma in questo caso c’è un buon motivo: ai suoi tempi era attribuito al “miglior calciatore europeo”, e non al “miglior calciatore che gioca in Europa”.