Archive for the ‘Geografia’ Category

Forse per compensare

26 luglio 2017

I Paesi sono Bassi, ma la gente è alta: gli olandesi sono il popolo primatista per quanto riguarda la statura media. Gli uomini di età superiore ai 20 anni sono alti in media 180,8 cm e le donne 167,8. Restringendo la fascia d’età all’intervallo 25-45 anni, il dato sale a 182,9 e 169,7.

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Paradossi geografici / 2

23 agosto 2016

Il punto più settentrionale dell’Irlanda non appartiene all’Irlanda del Nord.

northern_ireland_map

 

Paradossi toponomastici / 3

25 luglio 2016

Ormai il popolo capoverdiano non è famoso solo per le colf, ma anche per la musica luso-africana (o afro-portoghese?) e per la calda accoglienza ai sempre più numerosi turisti europei.
Il nome però è del tutto improprio.
Il Capo Verde è l’estremità occidentale dell’Africa, e si trova in Senegal. Infatti l’arcipelago si chiamava in origine “Isole del Capo Verde”, cioè appunto le isole che si trovano al largo del Capo Verde. Solo che il nome dello Stato si è semplificato ed è solo “República de Cabo Verde”, e gli abitanti si chiamano appunto capoverdiani.

Capo Verde

Ma se la Macedonia non si può chiamare ufficialmente così perché la Grecia teme che il nome potrebbe comportare una rivendicazione sulla regione greca della Macedonia, allora il Senegal non potrebbe temere una rivendicazione capoverdiana su Capo Verde?

(N.B. Non sono casi isolati: una regione del Belgio si chiama Lussemburgo, senza che questo crei problemi fra i due Paesi. Idem con una regione dell’Iran che si chiama Azerbaigian)

Dialogo della natura e di un italiano

22 gennaio 2016

Leopardi derideva la percezione popolare della temperatura: se fosse vero quello che tutti i vecchi dicono, cioè che fa più freddo che ai tempi della loro gioventù, «l’Italia sarebbe più fredda oramai che la Groenlandia».
Della Groenlandia forse no, ma dell’Islanda?
I dati ufficiali – non le percezioni – sono sorprendenti: la temperatura minima storica italiana è più bassa di quella islandese. E di molto: -49,6° registrati il 10 febbraio 2013 sulle Pale di San Martino (Trentino), contro i -37,9° dell’Islanda. Cioè quasi 12 gradi di meno. E qui Leopardi, invece di ironizzare, avrebbe forse dovuto ripensare i personaggi delle Operette morali.
Ma molti altri dati sono contrari al senso comune: la temperatura minima storica spagnola è più bassa di quella danese, quella marocchina di quella irlandese, quella messicana di quella inglese, quella turca di quella tedesca, quella greca di quella olandese. Addirittura quella indiana è più bassa di quella norvegese e di quella finlandese.

Paese Temperatura minima Paese Temperatura minima
Italia -49,6° Islanda -37,9°
Spagna -32° Danimarca -31,2°
Marocco -23,9° Irlanda -19,1°
Messico -29° Inghilterra -26,1°
Turchia -50,3° Germania -45,9°
Grecia -27,8° Paesi Bassi -27,4°
India -52° Norvegia -51,4°

I “trucchi” sono due:

  1. L’altitudine ha un forte impatto sulle temperature, spesso maggiore della latitudine (per esempio il record del freddo in India è stato registrato oltre i 7000 metri)
  2. Si parla di temperature estreme, non di temperature medie

I paradossi della nonna / 2

13 dicembre 2015

Mia nonna, come fanno molti, chiamava “Olanda” i Paesi Bassi (Nederland).
Quando invece parlava di “Paesi Bassi”, da brava insegnante di storia ma poco esperta di geografia, comprendeva anche il Belgio (pensando all’epoca del dominio spagnolo).
Affermava poi che la popolazione olandese è quasi totalmente protestante mentre complessivamente nei Paesi Bassi predomina il cattolicesimo. Con questo intendeva dire che i Paesi Bassi propriamente detti (Nederland) sono soprattutto protestanti (falso), e per avere una maggioranza cattolica bisogna aggiungere il Belgio.
Però l’Olanda propriamente detta (cioè una provincia dei Paesi Bassi) è effettivamente a stragrande maggioranza protestante, per cui la sua affermazione era formalmente corretta.

holland

Chiamateli gringos

25 settembre 2015

In italiano, come in inglese e in molte altre lingue, si dice spesso “americani” per intendere gli abitanti degli Stati Uniti: un uso chiaramente improprio, dato che, per esempio, gli argentini e i guatemaltechi sono altrettanto americani.
Gli spagnoli e i portoghesi ci tengono invece a sottolineare che la maggior parte degli “americanos” sono latini: ricorrono quindi al termine “norteamericanos”, che però è quasi altrettanto improprio, dato che alla lettera comprende anche i canadesi.
Il problema maggiore è per i messicani. Di solito, come gli altri latinoamericani, chiamano gli statunitensi “norteamericanos”. Ma sono loro stessi nordamericani!
L’alternativa, usata anche se meno diffusa, è “estadounidenses”. Ma anche questa potrebbe riferirsi al Messico, il cui nome ufficiale è “Estados Unidos Mexicanos”.

Punti cardinali / 5 – Dov’è il Marocco?

24 novembre 2014

Forlì, ragazza marocchina quindicenne pestata dal padre e dai fratelli perché si comporta in modo «troppo occidentale».

(Dai giornali)

Guglielmo il terrone

9 ottobre 2014

I normanni, cioè gli uomini del nord, i vichinghi, hanno invaso l’Inghilterra venendo da sud. Non solo: hanno latinizzato la lingua inglese.

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Chiasmo transoceanico

28 agosto 2014

L’Italia ha una lunga storia di emigrazione in America. Curiosamente, gli italiani del Nord sono emigrati soprattutto nell’America del Sud, e gli italiani del Sud nell’America del Nord.

Più lavori, meno guadagni

8 aprile 2014

I tedeschi la smetteranno di considerarci pelandroni e sfaticati: dati alla mano, lavoriamo più di loro.
E anche più degli inglesi, degli svedesi, dei finlandesi, degli irlandesi, dei belgi, dei lussemburghesi e dei danesi. Per non parlare degli olandesi, loro sì gli scansafatiche d’Europa.
In cima alla classifica degli stakanovisti ci sono invece i greci; seguono cechi, bulgari, polacchi, slovacchi, romeni, ciprioti, sloveni, ungheresi, lettoni, portoghesi e maltesi.
Insomma, avete capito il senso: a quanto pare, nell’Unione Europea, chi lavora di meno ha il reddito più alto.

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P.S. I dati sono riportati dal Guardian, che cita come fonte l’Office for National Statistics britannico. Ignoro invece chi sia l’autore della cartina. Per cui non posso dire se, come verrebbe il sospetto, ci sia un’ombra di ironia, sottile ma leggermente razzista: si parla di lavoro e nella cartina dell’Italia le uniche città segnalate sono Napoli e Palermo.

Siamo tutti figli di Carlo Magno

27 marzo 2014

«Non è possibile pensare di continuare a farci la guerra in eterno solo perché i figli di Carlo Magno hanno litigato»: è uno degli slogan che hanno segnato il riavvicinamento tra Germania e Francia nell’ultimo dopoguerra.
In effetti la spartizione dell’impero carolingio ha segnato l’inizio di divisioni e rivalità.
Carlo Magno, lui, era invece almeno tanto “tedesco” quanto “francese”: la sua madrelingua, l’antico franco, era una lingua germanica, e la sua capitale Aquisgrana è sempre stata una città tedesca. I Franchi in effetti erano una tribù germanica, e anzi una delle principali.
Altre tribù però hanno dato il nome alla Germania: gli alemanni (Alemania in spagnolo, Alemanha in portoghese, Allemagne in francese, eccetera) e i sassoni (Saksa in finlandese e Saksamaa in estone).
Ancora: nel lusaziano inferiore, una lingua slava parlata da una minoranza stanziata nella Germania orientale, i tedeschi in generale sono chiamati Bawerski: in questo caso il riferimento è alla Baviera. Gli svizzeri tedeschi poi spesso chiamano confidenzialmente i tedeschi “veri” Schwaben, cioè svevi.
E i franchi?
È vero che, mischiandosi ai galli romanizzati, hanno dato origine (e il nome) alla Francia, ma hanno lasciato una forte eredità anche in Germania, come testimoniano il nome della città di Francoforte e quello della regione della Franconia.
Nel Medioevo, in greco bizantino, i tedeschi erano chiamati frángoi o frangikói, cioè appunto franchi: un’associazione che oggi suona piuttosto paradossale.

(Tratto in parte dal mio Piccolo libro delle curiosità del mondo, Sironi, Milano 2012).

OK gabbiano

Ancora un paradosso geografico

16 marzo 2014

L’Australia è un continente quasi interamente pianeggiante. La sua unica catena montuosa si trova nell’estremo Est, eppure si chiama Grande Catena Divisoria (Great Dividing Range).

Great Dividing Range

Le città (in)visibili

7 marzo 2014

Il geografo francese Yves Le Trouhadec, nella sua descrizione della città sudamericana di Donogoo, si era basato su una fonte ritenuta attendibile, ma non verificata.
Si accorge dell’errore troppo tardi: scopre che la città non esiste, ma lui ormai l’ha segnalata.
La sua reputazione e la sua carriera sono in grave pericolo.
In suo soccorso viene un certo Lemandin, che si offre di aiutarlo con un piano ingegnoso. Si mette in moto una macchina industriale e nasce una società commerciale per lo sfruttamento delle ricchezze di Donogoo. Avventurieri e cercatori d’oro si lanciano così alla ricerca della città, proprio sulla base sull’opera di Le Trouhadec.
Non trovando niente, si stabiliscono lì, formando un insediamento che, con l’arrivo di nuove ondate di cercatori, si sviluppa rapidamente. In breve il piano di Lemandin viene coronato: ormai esiste una città di Donogoo, e proprio dove il geografo aveva indicato!
È la trama di una commedia di Jules Romains (l’autore di Knock o il trionfo della medicina), ma paradossi simili si verificano anche nella realtà.

Molte società specializzate in mappe e carte geografiche hanno il problema della concorrenza: come evitare i plagi? Se una mappa del mio concorrente è giusta, come posso dimostrare che l’ha copiata da me?
Semplice: basta inserire un nome inventato di una località inesistente (possibilmente in una zona periferica e poco interessante, per non depistare i veri lettori): se compare anche sulla carta del mio concorrente, è chiaro che me l’ha copiata.
È quello che ha fatto negli anni Trenta la società americana General Drafting Company: in una cartina dello Stato di New York ha inserito la cittadina inesistente di Agloe. Il nome sembra quello di una delle Città invisibili di Calvino, e invece era stato ottenuto dalle iniziali del direttore della società, Otto G. Lindberg, e del suo assistente Ernest Alper.

agloe

Poco tempo dopo, la località di Agloe è comparsa su una cartina pubblicata dalla Rand McNally: plagio evidente!
Eppure il tribunale ha dato ragione alla Rand McNally. Il fatto è che, nel frattempo, era successo come a Donogoo: la Esso aveva aperto un punto commerciale proprio lì e, fidandosi della cartina della General Drafting Company, l’aveva chiamato Agloe General Store.
Si è ingenerato così un doppio paradosso: l’unico motivo per cui era nata Agloe era la sua inesistenza, che ora non sussiste più; d’altra parte, con la “fondazione” reale di Agloe, la cartina originale della General Drafting Company ha acquistato un’esattezza maggiore di quella che avevano pensato i suoi autori.

Cosa intende lei per Medio Oriente?

23 gennaio 2014

Secondo il giornale Haaretz, Israele vorrebbe convocare una conferenza di pace in Medio Oriente per renderla un’area senza armamenti nucleari.
Detto così, suona paradossale e basta.
Ma cosa c’è dietro?
Se è solo un modo per impedire l’atomica iraniana senza fare rinunce, è ipocrita.
Se invece è una mossa sincera, allora vuol dire che la minaccia iraniana ha ottenuto qualche risultato concreto. E allora è triste e preoccupante.
Ma c’è un’altra possibilità: nell’uso comune del termine, ampiamente diffuso, il Medio Oriente comprende Israele, Palestina, Giordania, Libano e Siria, che invece dovrebbero rientrare più correttamente nel Vicino Oriente (Near East, Proche Orient). Altrimenti il Vicino Oriente che cos’è, la Puglia? Tecnicamente, a stretto rigor di termini anche se in un’accezione desueta in italiano, il Medio Oriente (Middle East, Moyen Orient) è l’area che comprende Iraq, Iran, Afghanistan e semmai l’India e il Pakistan.
Forse è questo che intendono?

Medio Oriente

Fantapolitica britannica

30 dicembre 2013

Nel 2014 gli scozzesi saranno chiamati a votare un referendum per l’indipendenza: se vincessero i sì, la Scozia diventerebbe un Paese a parte.
È logico che in quel caso la bandiera del Regno Unito dovrebbe cambiare, per togliere la croce bianca di Sant’Andrea e lo sfondo blu.

Union Jack

Sarebbero costrette a cambiare anche le bandiere dei Paesi che contengono quella britannica (Australia, Nuova Zelanda, Figi, Tuvalu)?

bandiere

Spingendosi oltre: se per caso gli inglesi decidessero di passare a una repubblica, gli australiani, i canadesi e tutti gli altri Paesi che hanno per capo dello Stato il sovrano britannico potrebbero mantenerlo?
E magari potrebbero fare un’asta fra loro per accaparrarsi la regina?
Oppure gli toccherebbe come capo dello Stato un presidente eletto dagli inglesi?

Paradossi toponomastici / 2

17 giugno 2013

I nomi di varie località della Toscana meridionale portano l’aggettivo “marittimo”: Campiglia Marittima, Rosignano Marittimo, Massa Marittima, ecc.
Non vuol dire che siano sul mare: Massa Marittima per esempio si trova decisamente nell’entroterra.
“Marittimo” sta in realtà per “Maremmano”.
Il caso limite è quello di Rosignano: l’aggettivo spesso si sottintende, ma si cita quando serve distinguere Rosignano Marittimo, che si trova in collina, dalla sua frazione Rosignano Solvay, quella sì in riva al mare.

Paradossi toponomastici / 1

5 giugno 2013

Massa Lombarda è in Romagna
Novi Ligure è in Piemonte
La Foresta Umbra è in Puglia
Milano Marittima è in Romagna
Guardia Piemontese è in Calabria
Redipuglia è in Friuli-Venezia Giulia
San Giuliano di Puglia è in Molise

Punti cardinali / 2

26 ottobre 2012

Si dice che i maghrebini immigrati in Europa devono adeguarsi alla cultura occidentale.
In realtà i veri occidentali sono loro: Maghreb in arabo vuol dire “tramonto”, e il termine indica appunto la parte più occidentale del mondo arabo (Tunisia, Algeria e Marocco, e secondo alcune definizioni anche Libia e Mauritania).
E in effetti per esempio l’Algeria è più a ovest dell’Italia, e il Marocco anche della Francia.

Punti cardinali / 1

12 ottobre 2012

A Cuba i ricchi turisti europei vengono definiti “occidentali”.
Forse Colombo, con le sue idee originali sui concetti di levante e poniente, ha portato un po’ di confusione.

Go East!

5 ottobre 2012

L’epopea del West ha accompagnato l’espansione degli Stai Uniti dalla costa est, dove erano nate le prime colonie inglesi, verso l’immenso ovest abitato dagli indiani.
Il più antico edificio europeo negli Stati Uniti è però il Palace of the Governors di Santa Fe (New Mexico): fu costruito dagli spagnoli a partire dal 1610, dieci anni prima dell’arrivo dei padri Pellegrini a Cape Cod, e appena tre anni dopo il primissimo insediamento inglese in Virginia.