Archive for the ‘Arte’ Category

Il vecchio e il nuovo / 2

3 luglio 2019

“Nuovo” è uno dei concetti più relativi che ci siano: ogni cosa nuova a un certo punto diventa vecchia. Lo sanno bene i fiorentini: la splendida basilica di Santa Maria Novella (cioè appunto “nuova”) è stata chiamata così perché costruita dove prima sorgeva la “vecchia” chiesetta di Santa Maria delle Vigne (la quale però a sua volta, appena costruita, avrebbe potuto fregiarsi del titolo di “nuova”). Ironia della sorte, pochi anni dopo – e non troppo lontano da lì – è stata costruita la cattedrale di Santa Maria del Fiore: oggi quindi, fra le due più famose chiese di Firenze dedicate a Santa Maria, quella “Novella” è la più antica.

Il paradosso è portato al culmine a Parigi, dove il Pont Neuf è il ponte più vecchio della città (c’è il trucco: ce n’erano ovviamente di più antichi ma non sono arrivati ai nostri giorni). Sui nomi dei ponti erano stati più accorti proprio i fiorentini: il Ponte Vecchio non potrà mai essere superato in anzianità.

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Inversioni

22 gennaio 2019

1) Su Marte, di giorno, il cielo è spesso di un colore rossastro, mentre i tramonti sono di un bel blu intenso.

2) La parola francese hôtel, cioè albergo, ha la stessa etimologia di “ostello”. E ostello si dice auberge.

3) Il Mausoleo di Santa Costanza, a Roma, è uno dei migliori esempi di chiesa a pianta circolare. E se le tipiche chiese a navate rettangolari hanno l’abside semicircolare, la chiesa rotonda ha un’abside rettangolare.

L’eredità di Caravaggio

14 luglio 2017

Caravaggio è stato uno dei pochissimi fra i grandi pittori della sua epoca – se non l’unico – a non avere avuto una bottega di allievi. E si capisce, vista la vita irregolare che conduceva, sempre in fuga. Però nessuno ha avuto più seguaci di lui, tanto che si definiscono caravaggeschi molti dei pittori del Seicento (e non solo in Italia).

Punti cardinali / 4

28 agosto 2013

Lo stile gotico è in tutti i sensi nordico, a partire dal nome: Giorgio Vasari, quando lo conia nel Cinquecento, si riferisce ai goti per descrivere in senso dispregiativo uno stile barbarico, esagerato, a cui contrappone l’equilibrio armonico del Rinascimento italiano.
In effetti il gotico è il primo stile architettonico della storia a nascere in Francia e ad arrivare in Italia solo in un secondo momento (anche se, valicando le Alpi, si ammorbidisce, perdendo un po’ del suo “estremismo” e adeguandosi un po’ alla dolcezza italiana).
Il paradosso è che in Spagna questo stile nordico predomina proprio nel Sud, nell’assolata Andalusia. L’esempio più famoso è la grandiosa cattedrale di Siviglia, che rivaleggia con i grandi capolavori del gotico francese e tedesco.

Catedral_Sevilla

Il motivo c’è, e non è di ordine spaziale ma temporale: durante il periodo d’oro del romanico, che ha lasciato importanti testimonianze nel centro-nord della Penisola Iberica, l’Andalusia era ancora sotto il dominio arabo. Quando i re spagnoli entrano a Siviglia, è già l’epoca del gotico.

Definizioni da tre soldi

11 luglio 2012

Strana, la sorte degli artisti e dei movimenti “di rottura”… Brecht oggi viene annoverato fra i “classici” del teatro, e il futurismo viene ossimoricamente classificato come “avanguardia storica”.

Come il giorno e la notte

21 febbraio 2012

Il Romanticismo, oltre a essere stato un movimento artistico, filosofico e culturale, è una categoria spirituale atemporale: quella che esprime il lato notturno della realtà, che tende all’infinito e quindi alla nostalgia inguaribile, che canta lo struggimento dell’impossibilità di un compimento.
Spesso invece il termine “romantico” si usa banalmente nel senso di “sentimentale”, e lo si applica a qualunque commedia rosa; oppure nel senso di “poetico” e “pittoresco”. Si arriva all’assurdo quando si considera romantica una città come Firenze, che invece simboleggia in eterno il trionfo del Rinascimento, cioè della razionalità, della luce e dell’equilibrio.

… e guai a chi me lo tocca!

2 luglio 2011

La Palestina non fa parte dell’Onu a pieno titolo, ma ha solo lo status di “osservatore”. Perciò l’Unesco non ha potuto inserire nel “patrimonio dell’umanità” la Basilica della natività a Betlemme.
Neanche il Vaticano fa parte dell’Onu, eppure è stato inserito nella lista: è il primo paradosso.
Il secondo è che in questo modo l’Unesco ha dichiarato “patrimonio dell’umanità” beni artistici su cui non ha alcun diritto. Il papa, per assurdo, non potrebbe opporsi e proclamarli sua proprietà esclusiva?