Brexit: istruzioni per l’uso

Dopo una lunga serie di votazioni al Parlamento di Westminster in cui veniva bocciata praticamente qualsiasi proposta, anche quelle che si contraddicevano fra di loro, finalmente è arrivata la tanto attesa svolta di Corbyn: chiede un secondo referendum sulla Brexit e annuncia che farà campagna per il Remain. Una posizione nuova per lui, salutata con entusiasmo dagli europeisti al di qua e al di là della Manica.


Attenzione però, non è tutto oro quello che luccica: qualcuno ha osservato che la mossa del leader laburista è un passo nella direzione giusta, ma il suo partito è ancora a metà del guado.

Corbyn ha detto che rimanere è preferibile rispetto a un’uscita senza accordo o all’accordo negoziato dai conservatori, ma non si è espresso sulle sue intenzioni nel caso in cui andasse al governo. Lo ha fatto al posto suo Clive Lewis, ministro ombra laburista del Tesoro: ha detto che se vincessero le elezioni cercherebbero di negoziare un altro accordo per uscire. Insomma, purtroppo non è la Brexit a non piacere ai laburisti, ma solo la Brexit dei conservatori.

Ammesso e non concesso che l’Unione Europea sia disposta ad altre trattative, i conservatori a quel punto avrebbero due possibilità. Se veramente il loro obiettivo è la Brexit e non il potere, dovrebbero approvare l’accordo laburista.
Anzi: se veramente volessero la Brexit a tutti i costi, dovrebbero cedere immediatamente e spontaneamente il potere a Corbyn, senza neanche andare alle urne: lo metterebbero con le spalle al muro, impedendogli di approdare alla sponda del Remain, e lo manderebbero a negoziare un qualunque accordo a Bruxelles con alle spalle un forte blocco parlamentare per l’uscita.

In alternativa potrebbero chiedere a loro volta di sottoporre l’accordo laburista a un terzo referendum. In questo caso la speranza è che, dopo la bocciatura dell’accordo dei conservatori nel secondo referendum, l’accordo dei laburisti venga bocciato dai conservatori nel terzo, e così via, congelando la Brexit indefinitamente. Finché le future generazioni, quando si saranno dimenticate del motivo del contendere e non ricorderanno neanche i nomi dei politici attuali, lasceranno cadere ogni tentativo di accordo e chiederanno alla vecchia regina Elisabetta di mettere fine una volta per tutte a questa follia.

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