La città più bella del mondo

A chi sostiene che Roma è la città più bella del mondo è difficile ribattere: la città eterna raccoglie una quantità di bellezze artistiche e di ricchezze storiche e archeologiche – in buona parte sconosciute ai più – praticamente inesauribile e senza paragoni al mondo.

Chi afferma che anche la qualità della vita a Roma non ha rivali, è senza dubbio qualcuno che non deve muoversi per la città se non per brevi tragitti a piedi: qualcuno che non ha mai preso la macchina per sobbalzare a ogni buca e ritrovarsi prima o poi in uno degli innumerevoli ingorghi quotidiani; qualcuno che non ha mai aspettato tre quarti d’ora un autobus per poi vederlo arrivare strapieno, salirci a fatica, essere bistrattato dall’autista interpellato per qualsiasi motivo ed essere sballottato (nei pochi momenti senza imbottigliamenti) dalla guida spericolata, rischiando contusioni se non fratture; qualcuno che non ha mai atteso 20 minuti la metropolitana più inadeguata d’Europa (3,5 linee per quasi 3 milioni di abitanti, con numerosi quartieri completamente sprovvisti) in una stazione dove piove dentro, per poi entrare in una carrozza sporca e maleodorante; qualcuno che non ha mai preso un taxi guidato da un tassista fascista e razzista, dopo aver faticato per prenotarlo (l’unico modo del resto per avere una chance di trovarne uno).

Suona dunque come un amaro ossimoro il nome che il Comune di Roma ha scelto per il proprio sito web dedicato ai trasporti: “Muoversi a Roma”.

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2 Risposte to “La città più bella del mondo”

  1. Daniele A. Gewurz Says:

    Paolo, mi dispiace, ma trovo che stavolta tu abbia calcato un po’ troppo la mano per ottenere il caso paologico. Persino nella tua descrizione iperbolica di autobus e metropolitane, ci si muove, e in realtà per fortuna le cose vanno meglio di come le descrivi, e te lo dice uno che usa i mezzi pubblici per portare tutte le mattine la figlia a scuola. Quindi, scusa, ma per una volta non ci vedo nessun paradosso.

    • Paologico Says:

      Premesso che la mia descrizione è evidentemente iperbolica, racconto solo cose che mi sono successe in prima persona: da qui il tono sarcastico (o di sfogo, o di denuncia, o tutte queste cose insieme). Poi è ovvio che non è così sempre e ovunque, e ci sono (poche) zone privilegiate dove tutto ciò capita più raramente.
      Detto questo, Roma è sicuramente, almeno fra le capitali del mondo occidentale, quella dove gli spostamenti sono meno agevoli: magari se uno pensa a Roma, la mobilità non è forse la prima cosa che viene in mente per un ossimoro, ma se uno parte dal “muoversi”, allora Roma è la prima città della lista.
      Questo blog non è un registro che censisce situazioni oggettive in cui andare a cercare necessariamente un paradosso. È un blog di “fatti, idee e situazioni più o meno paradossali” in cui c’è anche spazio per l’ironia e l’iperbole. In questo senso “Muoversi a Roma” gioca anche sul luogo comune: un po’ come, nella mia collezione di ossimori, “sistemista Windows”, “cucina britannica” e “sinistra unita”

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