Piccoli vichinghi e piccole vichinghe

I vichinghi (uomini e donne) dovevano essere fisicamente molto simili agli islandesi di oggi, anche se per come si presentavano avevano probabilmente un aspetto molto più minaccioso (c’erano anche le donne guerriere). I bambini, invece, loro sì che erano veramente bambolotti biondi come li vediamo oggi.


I genitori però non si facevano conquistare da tanta tenerezza, e se un bambino era debole o cagionevole veniva abbandonato senza troppi rimorsi – tipica usanza delle società primitive molto militarizzate.

Oggi invece gli islandesi, oltre a essere notoriamente pacifici – il che conferma che le usanze di un popolo sono culturali e non genetiche – sono anche molto attenti all’educazione dei bambini (maschi e femmine). Uno degli esperimenti più innovativi (e più discussi) è quello dell’educatrice femminista Margrét Pála Ólafsdóttir, che sostiene il principio delle classi separate negli asili. La motivazione è che, quando stanno tutti insieme, i bambini sono più aggressivi e tendono ad adottare comportamenti considerati “maschili”, come urlare, fare chiasso, correre qua e là, saltare, e in generale prendere l’iniziativa ed essere indipendenti; le bambine, viceversa, tendono a evitare questi atteggiamenti. La Ólafsdóttir vuole che anche le bambine si concedano di essere scalmanate, e pensa che il modo migliore è separarle dai bambini. E può essere che abbia ragione.

Ma che fare per un bambino (maschio) dal carattere più introverso e tranquillo, come ce ne sono tanti? Non ha diritto anche lui a uno spazio dove esprimere la sua vivacità, senza essere penalizzato dalla presenza dei compagni iperattivi? Oppure in quanto maschio è tenuto a confrontarsi con gli altri maschi, come se fosse una competizione sportiva? O lo mandiamo direttamente nella classe femminile? O forse, più coerentemente, bisognerebbe fare classi separate a seconda del livello di vivacità e introversione?

Ma il ragionamento può andare oltre. Perché limitarsi agli asili? Anzi, a maggior ragione bisognerebbe separare ragazzi e ragazze quando iniziano a essere fisicamente molto diversi e ad avere esigenze e comportamenti diversi, anziché all’asilo dove sono molto simili. Vogliamo le scuole separate, come nell’Ottocento! È questo il femminismo?

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