Archive for febbraio 2018

L’Iran e l’ira dell’Ira

28 febbraio 2018

Negli anni Ottanta l’Iran ribattezzò la via di Teheran dove sorge l’ambasciata britannica “Bobby Sands Street”: un modo per celebrare il leader indipendentista irlandese, morto in prigione nel 1981 per uno sciopero della fame e diventato un martire del movimento repubblicano; ma chiaramente un dispetto nei confronti del Regno Unito, i cui diplomatici si sono visti costretti a scrivere “Bobby Sands Street” in tutti i documenti ufficiali dell’ambasciata e nella corrispondenza (*).
Negli ultimi tempi però l’ironia della sorte si è rovesciata. In quella stessa via è sorto un fast-food che i fondatori hanno chiamato (con poca fantasia, ma non è questo il problema) “Bobby Sands Burgers”; non hanno pensato però che poteva essere incongruo accostare agli hamburger il nome di uno che è rimasto famoso per essere morto per uno sciopero della fame. Di più: nel fast-food domina l’arancione, che a Teheran sarà anche un colore come un altro, ma a Belfast è il colore degli unionisti, quelli contro cui lottava Bobby Sands.

(*) È una prassi politica abbastanza diffusa, in effetti: solo per citare un paio di esempi recentissimi, Parigi ha intitolato la via dove sorge l’ambasciata eritrea a Dawit Isaak, scrittore e giornalista svedese-eritreo detenuto nel Paese africano, e Washington ha dedicato la piazza dell’ambasciata russa a Boris Nemtsov, oppositore di Putin ucciso a Mosca nel 2015.

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Il più plateale di tutti i paradossi

9 febbraio 2018

«All men are created equal» è una delle frasi più importanti e rivoluzionarie della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, redatta dal futuro presidente Thomas Jefferson. Eppure, all’epoca, era normale per i ricchi possidenti delle colonie americane (compreso lo stesso Jefferson) essere proprietari di un certo numero di schiavi – e questo spiega anche perché dalla Dichiarazione furono stralciati i riferimenti critici verso la schiavitù.


Il paradosso è talmente plateale che anche ai contemporanei appariva stridente. Per eliminarlo, qualcuno fra gli estensori della Dichiarazione era arrivato a proporre di aggiungere una parola alla frase e scrivere «All free men are created equal». La variante non fu accettata, forse perché il risultato finale, anche se meno paradossale, sarebbe stato ancora più ipocrita.

Rimedi omeopatici

2 febbraio 2018

Per Salvini, la Lega è l’unico antidoto al razzismo.
Come se al-Baghdadi ci spiegasse che Daesh è il baluardo contro l’integralismo, e Luciano Moggi si proclamasse argine contro la corruzione.