Che cos’è l’olocausto

Alcuni paradossi su questo blog non sono logicamente dei paradossi, ma delle tautologie: la tigre asiatica, gli oscar del cinema, un pirata dell’acqua, la guerra delle armi. Però un aspetto paradossale c’è sempre. Sono espressioni prestate ad altri contesti (la tigre celtica, gli oscar della tv, il pirata della strada, la guerra di qualunque cosa) e quando fanno un giro completo, tornando al loro ambito naturale, chi le usa (di solito un giornalista poco attento) pensa di essere “andato oltre” con il gioco di parole e non si rende conto di essere tornato al punto di partenza.

L’ultimo caso è il titolo di un post sul blog di Andrea Scanzi, che recensendo il libro animalista Tritacarne di Giulia Innocenzi parla di «Olocausto degli animali». Ora, la parola olocausto si riferisce nel linguaggio comune allo sterminio degli ebrei da parte del regime nazista. Ma in origine, nel mondo ebraico antico, l’olocausto era proprio il sacrificio animale (e quindi i più accorti, per indicare il genocidio nazista, usano il termine corretto Shoah).

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