Archive for settembre 2016

Un altro paradosso del mentitore

26 settembre 2016

Si può credere a un bugiardo? Sì, secondo Evelyne Debey, Maarten De Schryver, Gordon Logan, Kristina Suchotzki e Bruno Verschuere: gli autori dell’articolo From junior to senior Pinocchio: A cross-sectional lifespan investigation of deception, in cui hanno studiato la frequenza delle bugie dette da un campione di oltre mille mentitori in funzione della loro età.
Con questa ricerca si sono aggiudicati il Premio Ig Nobel per la psicologia, «per aver chiesto a mille bugiardi quante volte mentivano e per aver deciso di credere alle loro risposte».

Senza parole

21 settembre 2016

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Se il mondo è pieno di bridgmanite, dov’è tutta quanta?

16 settembre 2016

Il minerale più abbondante sulla Terra è la bridgmanite: secondo alcune stime costituirebbe addirittura oltre il 51% del volume del nostro pianeta.
Si trova però solo a profondità superiori a 600 chilometri: quindi si può dire che sulla superficie terrestre non c’è un minerale più raro della bridgmanite.
Infatti non era mai stata trovata in natura fino al 2014, quando – paradosso nel paradosso – ne sono stati rinvenuti frammenti nanoscopici… in un meteorite.

(Tratto dal mio Piccolo libro delle curiosità sulla scienza, Sironi, Milano 2016).

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Falsissimi amici / 2

8 settembre 2016

La prima volta che sono stato a Lisbona ancora non parlavo il portoghese; avevo giusto un’infarinatura minima e una certa conoscenza delle regole di pronuncia.
Perciò quando mi sono trovato di fronte a una porta a vetri con la scritta PUXE, sapevo che si leggeva “pusce”, e (probabilmente pensando all’inglese) ho spinto.
È brutta la sensazione di sbattere il naso su una porta a vetri, e in quel caso è stata aggravata dall’impressione di aver subito un’ingiustizia: come, ero stato punito per aver imparato le regole di pronuncia?
Sarebbe esagerato dire che è stata quella l’occasione che mi ha spinto a studiare il portoghese, ma bisogna riconoscere che spesso il metodo di apprendimento drastico è il più efficace: una delle primissime parole che ho imparato – e che non ho mai dimenticato – è stata puxar, cioè “tirare”.