Archive for luglio 2016

Paradossi toponomastici / 3

25 luglio 2016

Ormai il popolo capoverdiano non è famoso solo per le colf, ma anche per la musica luso-africana (o afro-portoghese?) e per la calda accoglienza ai sempre più numerosi turisti europei.
Il nome però è del tutto improprio.
Il Capo Verde è l’estremità occidentale dell’Africa, e si trova in Senegal. Infatti l’arcipelago si chiamava in origine “Isole del Capo Verde”, cioè appunto le isole che si trovano al largo del Capo Verde. Solo che il nome dello Stato si è semplificato ed è solo “República de Cabo Verde”, e gli abitanti si chiamano appunto capoverdiani.

Capo Verde

Ma se la Macedonia non si può chiamare ufficialmente così perché la Grecia teme che il nome potrebbe comportare una rivendicazione sulla regione greca della Macedonia, allora il Senegal non potrebbe temere una rivendicazione capoverdiana su Capo Verde?

(N.B. Non sono casi isolati: una regione del Belgio si chiama Lussemburgo, senza che questo crei problemi fra i due Paesi. Idem con una regione dell’Iran che si chiama Azerbaigian)

Il nuovo Patto di Varsavia

19 luglio 2016

Nei giorni scorsi si è tenuto il vertice della Nato a Varsavia. Niente di strano, la Polonia è un Paese membro come gli altri. Però dire Varsavia non è come dire Praga, Budapest o Sofia. E neanche come dire Danzica o Cracovia.
Molti in Occidente si sono dimenticati del Patto di Varsavia, che era lo schieramento militare uguale e opposto (e contrapposto) alla Nato. E anche chi se lo ricorda probabilmente non ci avrà pensato leggendo del vertice. Però a fare mente locale suona un po’ strano, un po’ come se la Lega Araba si riunisse a Tel Aviv, la Lega Nord a Tripoli e il coordinamento degli Juventus club a Firenze.

Fare le ore grandi

8 luglio 2016

Secondo il dizionario Garzanti, “After-hours” è un «ritrovo di giovani che comincia alle prime ore del mattino, in genere dopo la chiusura delle discoteche, per continuare a ballare musica di un unico genere elettronico; locale che ospita questi ritrovi».
In teoria, è il trionfo dei nottambuli, di quelli che vogliono tirare sempre più tardi.
In pratica, negli anni Novanta (il periodo d’oro degli after-hours, credo), molti amanti delle notti estreme andavano prima a dormire, e poi si svegliavano prima dell’alba per cominciare la giornata. Cioè seguivano più o meno gli orari dei monaci più ascetici.

rave-party