I vecchi e i giovani

Antefatto: dal 2014 i giornalisti, come altre categorie professionali, sono tenuti a frequentare corsi di aggiornamento, con un tot di crediti da acquisire ogni tre anni. Un obbligo che per molti è un onere o almeno una scomodità, soprattutto per quelli che non hanno tempo di partecipare a eventi vari e devono ricorrere ai corsi online.

Bene. Il regolamento del sistema dei crediti è stato modificato nel 2016. È stato mantenuto il totale di crediti necessari (60 in un triennio, di cui 20 derivanti da eventi deontologici), ma con un cambiamento singolare: «Gli iscritti all’Albo da più di 30 anni che svolgono attività giornalistica a qualsiasi titolo sono tenuti alla formazione limitatamente all’acquisizione dei 20 crediti deontologici triennali».
Come dire: se hai 25 anni e ti sei appena lanciato nel mondo del giornalismo, la «formazione continua» è indispensabile; se invece hai 70 anni e hai cominciato 40 anni fa, quando non esisteva internet e si usava la macchina da scrivere, allora non c’è bisogno di mantenerti aggiornato, basta rinfrescare la deontologia. Non dovrebbe essere il contrario?

Grazie a Elisabetta Curzel per la segnalazione

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