L’evoluzione del creazionismo

Il concetto di selezione naturale, alla base dell’evoluzionismo, è stato esteso (con notevoli modifiche, ma anche con un certo successo) ad ambiti diversi dalla biologia. Per esempio il libro L’estinzione dei tecnosauri, di Nicola Nosengo, racconta la storia delle tecnologie che «non ce l’hanno fatta» (come il rullino fotografico e il disco in vinile).
In ambito ideologico, l’analisi più sottile e paradossale l’ha portata avanti Nicholas Matzke, ricercatore della Australian National University, osservando l’atteggiamento dei creazionisti negli Stati Uniti nei confronti dei programmi scolastici.
A partire dagli anni Venti del Novecento il loro scopo era vietare l’insegnamento dell’evoluzionismo: una proibizione applicata in alcuni casi, ma dichiarata illegale una volta per tutte nel 1968. Di fronte a questo fallimento, hanno ripiegato sull’obiettivo di imporre l’affiancamento nei programmi scolastici del creazionismo (o della sua variante più recente, il “disegno intelligente”) all’evoluzionismo, come se fossero due teorie scientifiche paragonabili. Nel 2005 anche questa tattica è stata affossata dalla giustizia americana. Allora è iniziata la terza fase: cercare di screditare il darwinismo senza citare il creazionismo, e quindi senza presentarsi motivati da convinzioni religiose. Sono state usate varie strategie, e sono stati tirati in ballo altri temi scientifici di grande attualità (come il riscaldamento globale) e i loro sostenitori (a partire dalle industrie petrolifere).
Matzke si è concentrato sui disegni di legge antievoluzionisti proposti (e in alcuni casi adottati) durante questa terza fase. Analizzando i testi, ha evidenziato numerose parti copiate fra l’uno e l’altro e ha studiato le differenze, cioè le parti modificate. È riuscito così a ricostruire il loro “albero evolutivo”.
In pratica, con l’uso degli strumenti concettuali propri dell’evoluzionismo, ha mostrato «l’evoluzione delle politiche antievoluzionistiche».

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Una Risposta to “L’evoluzione del creazionismo”

  1. Isabella Zani Says:

    Se l’«evoluzione delle politiche antievoluzionistiche» è una risposta evolutiva, la domanda qual è? (E sono così sicura di volerlo sapere?)

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