Il paradosso di Lévi-Strauss generalizzato

Il paradosso di Lévi-Strauss si applica agli antropologi che, sommamente rispettosi di ogni aspetto delle culture indigene che studiano, si ribellano alle tradizioni della civiltà in cui vivono, in nome della loro visione moderna e scientifica.
Più in generale, il paradosso si può estendere ai numerosi atei integralisti (alla Dawkins, per dire) che vogliono trovare nella scienza tutte le risposte (e soprattutto il fondamento dell’ateismo, che propugnano con un vigore ai limiti del proselitismo): da un lato studiano le religioni da un punto di vista “naturalistico”, cioè considerandole un adattamento dell’uomo al proprio ambiente; dall’altro le condannano come un’accozzaglia di superstizioni e illusioni.
Come fa osservare John Gray sul Guardian, «se le religioni sono naturali per l’uomo e danno valore alla sua vita, perché spendere la propria vita per convincere gli altri ad abbandonarle?».

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