Archive for luglio 2015

(Dis)occupati

29 luglio 2015

Dopo i 50 anni succedono cose strane. Non menopause, calvizie, eccetera: quelle sono cose naturali. È nel mondo del lavoro che c’è un bel paradosso.
Fra il 2007 e il 2013, secondo i dati dell’Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori), nella fascia d’età fra i 50 e i 64 anni sono aumentate sia l’occupazione che la disoccupazione: il tasso di occupazione è salito dal 46,5% al 52,6%, quello di disoccupazione dal 2,5% al 6,5%.

In realtà non c’è niente di paradossale: con l’aumento progressivo dell’età pensionabile è ovvio che l’occupazione degli ultracinquantenni aumenta, anche se con la crisi cresce pure il numero di disoccupati.

(Grazie a Cristina Da Rold per la segnalazione)

Allons enfants contre la patrie

14 luglio 2015

Dal 1876 la Marsigliese è l’inno ufficiale francese. In precedenza, per tutto l’Ottocento, era stato considerato un canto rivoluzionario senza connotazioni nazionali: lo cantavano gli indipendentisti greci in lotta contro la Turchia e quelli ungheresi contro l’Austria. Lo cantavano perfino i patrioti italiani che nel 1849 erano accorsi a difendere la Repubblica Romana, come racconta il giovane garibaldino Raffaele Tosi. Cantavano la Marsigliese tradotta in italiano, la cantavano come inno internazionale di libertà contro i tiranni, prima di essere sconfitti, massacrati dai soldati dell’esercito regolare francese, che Napoleone III (com’è noto) aveva mandato a stroncare le aspirazioni di libertà e a restaurare il potere papale.

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All’epoca, Napoleone III aveva proibito la Marsigliese in Francia (così come prima di lui Napoleone I). Gli unici francesi che la cantavano erano i volontari arrivati (fatto molto meno noto) a combattere con Garibaldi per la difesa di Roma.

Perché il verde non è green

3 luglio 2015

Il verde è il colore dei contrasti: è il colore dell’Islam ma anche della Lega Nord, è il colore preferito della Schöne Müllerin di Schubert, e quindi amato e insieme detestato dal povero mugnaio da lei abbandonato per un cacciatore.
Essendo il colore delle piante, e quindi per estensione della natura minacciata dal progresso tecnologico umano, è diventato il colore dei partiti ambientalisti di tutto il mondo, e in generale di tutto ciò che è considerato ecosostenibile, tanto che è entrato nella lingua (anche italiana) il termine “tecnologie green”.
Eppure è il colore meno ecologico: in un’intervista al New York Times, il chimico tedesco Michael Braungart ha spiegato che «il verde non può mai essere “green”, a causa del modo in cui viene realizzato. È impossibile tingere la plastica di verde o stampare inchiostro verde sulla carta senza contaminarle». Il fatto è che i pigmenti verdi contengono sostanze tossiche: perciò gli oggetti verdi – fra cui l’inchiostro usato per gli striscioni – non possono essere smaltiti o riciclati in modo ecosostenibile. Ditelo agli ambientalisti.

greenpeace