L’importante è la reperibilità

Mia madre ha l’abitudine di lasciare il cellulare in giro per casa (e quindi non lo sente squillare). In compenso sul numero fisso ha un centralino e un telefono in ogni stanza.
Morale: quando ero ragazzo e sentivo suonare il suo cellulare dentro casa, la chiamavo sulla linea interna per avvertirla.
Mia madre ha l’abitudine di lasciare il cellulare in giro per casa (e quindi non lo sente squillare). In compenso sul numero fisso ha un centralino e un telefono in ogni stanza.
Morale: quando ero ragazzo e sentivo suonare il suo cellulare dentro casa, la chiamavo sulla linea interna per avvertirla.

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Una Risposta to “L’importante è la reperibilità”

  1. Francesco U. Says:

    E’ un tipico paradosso di quelli che il visionario americano Marc Prensky attribuisce all’ “accento” degli “immigrati digitali”.
    In un suo celebre articolo del 2000, Prensky definisce “nativi digitali” (ma in italiano sarebbe stato più corretto dire “madrelingua digitali”) i ragazzi nati dopo il 1991 che hanno imparato a usare le nuove tecnologie di rete fin dall’infanzia, facendo un parallelo con l’acquisizione della lingua. Per contrasto, le generazioni precedenti erano composte di “immigrati digitali” che, pur adattandosi alle nuove tecnologie, mantenevano “l’accento”.
    Uno degli esempi di accento che indicava in un lavoro più recente era quello di telefonare a casa per sapere se erano arrivati messaggi di posta elettronica…

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