Archive for dicembre 2014

L’importante è la reperibilità

24 dicembre 2014

Mia madre ha l’abitudine di lasciare il cellulare in giro per casa (e quindi non lo sente squillare). In compenso sul numero fisso ha un centralino e un telefono in ogni stanza.
Morale: quando ero ragazzo e sentivo suonare il suo cellulare dentro casa, la chiamavo sulla linea interna per avvertirla.
Mia madre ha l’abitudine di lasciare il cellulare in giro per casa (e quindi non lo sente squillare). In compenso sul numero fisso ha un centralino e un telefono in ogni stanza.
Morale: quando ero ragazzo e sentivo suonare il suo cellulare dentro casa, la chiamavo sulla linea interna per avvertirla.

Da Copenaghen a Nagasaki

17 dicembre 2014

Copenaghen, autunno 1941.
Lo scienziato tedesco Werner Heisenberg (premio Nobel per la fisica) fa visita al suo vecchio maestro e amico danese Niels Bohr (anche lui Nobel per la fisica).
Contesto: la Danimarca è sotto occupazione della Germania nazista.
I due fanno una passeggiata, e nessuno sa cosa si siano detti.

Bohr_Heisenberg

L’episodio ha suscitato l’interesse di alcuni fra i più importanti storici della scienza, ma ha anche ispirato il drammaturgo inglese Micheal Frayn, che nella pièce Copenaghen (forse il suo capolavoro) ha immaginato diverse possibili varianti del colloquio fra i due fisici.
Un’ipotesi plausibile, dato che Heisenberg lavorava al programma nucleare tedesco, è che ne abbia parlato a Bohr come di un progetto vicino alla realizzazione concreta, e che Bohr sia rimasto sconvolto dalla possibilità di una bomba atomica nazista.
Gli storici si sono divisi sulle responsabilità di Heisenberg, ma tutti sono concordi nel difendere l’etica assolutamente impeccabile di Bohr.
Solo che, alla fine, Heisenberg non ha avuto nulla a che vedere con le armi nucleari mentre Bohr, lui sì, ha dato il suo piccolo contributo all’innesco della bomba di Nagasaki.

Elogio dell’ozio

5 dicembre 2014

A casa dei miei genitori c’è l’abitudine di chiudere tutte le finestre e mettere l’antifurto ogni volta che la casa rimane vuota, a meno che chi sta uscendo non sappia che qualcuno torna entro breve tempo, diciamo un quarto d’ora.
Una sera, quando ero ragazzo, stavo per uscire, ma sapevo che mia madre sarebbe tornata a casa sicuramente per le 20. Perciò se fossi uscito entro le 19,45 avrei dovuto mettere l’antifurto, altrimenti no.
Erano le 19,44, ma per chiudere tutte le finestre e mettere l’antifurto mi ci sarebbero voluti tre minuti.
Meglio aspettare due minuti senza fare niente!