«Io sono quello a sinistra con il passamontagna grigio»

Un tempo c’erano due generi di foto-ricordo: quella personale (il turista in posa davanti al Taj Mahal) e quella storica (il soldato che issa la bandiera americana a Iwo Jima).
Anche in questo campo la cultura di massa ha portato a una convergenza (con la qualità tendente verso il basso): l’esempio perfetto è l’autoscatto davanti al relitto della Concordia.
Non fa eccezione l’attuale crisi ucraina: i ribelli che sono riusciti a entrare nel palazzo presidenziale ovviamente si sono fatti fotografare in pose orgogliose.
Se però da un lato volevano immortalarsi come protagonisti di un evento che sicuramente passerà alla storia, dall’altro avevano paura di ritorsioni politiche o condanne giudiziarie, per cui non si sono tolti caschi e passamontagna.

Passamontagna

Così però il senso della foto-ricordo viene a mancare del tutto: che senso ha vantarti di essere presente in una foto se quella persona ritratta potrebbe essere chiunque? Come dimostrare ad amici e conoscenti che quello sei veramente tu?
D’altra parte, la prudenza negli autoscatti è una virtù da diffondere. Ditelo alle adolescenti pentite che non riescono a estirpare dalla rete i selfie in pose ammiccanti che avevano incautamente caricato o inviato a qualcuno: pensaci prima e indossa un sexyssimo passamontagna quando posi nuda!

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