Collezione di ossimori

Esempio tipico, e didattico, dei repertori: un silenzio eloquente.
Il mio preferito: la gaia apocalisse (il crollo dell’impero austriaco, che andava verso la catastrofe a tempo di valzer).
Un altro, che ho citato nel mio libro Insalate di matematica2, è sprofondare verso l’alto: un’ottima, anche se approssimativa, definizione di estasi. Proprio lavorare a quel libro l’ho definito una volta un’idilliaca fatica.

Esempi classici delle antologie: banca etica, convergenze parallele, sintassi inglese, competizione amichevole, governo libanese, birra analcolica, realtà virtuale, Oceano Pacifico, scuola estiva, Nazioni Unite, cucina britannica, un orrore sublime, un buon diavolo, un freddo bruciante.

Altri esempi miei: un lavoro rilassante, equilibrio instabile, un teologo razionalista, un despota magnanimo, la guerra giusta (questo veramente è di Bush), la guerra santa, una ragazza con le palle. A proposito di guerra, ce n’è uno migliore di quello di Bush: guerra civile. È più interessante oltre che per il giudizio morale inappellabile sulla guerra, anche da un punto di vista semplicemente linguistico, per il doppio senso del termine “civile”.
Casi simili di falsi ossimori sono vigile distratto, stabile pericolante e secchi d’acqua. Ancora meglio, secondo me, il paziente ansioso.

Altri esempi, venuti fuori nelle conversazioni o sentiti per caso: un sogno coerente, un bluff a carte scoperte, sistemista Windows, scienze occulte, temporaneamente immortale (capita a volte nei videogiochi, così come, viceversa, di morire temporaneamente), litorale austriaco (c’è però il trucco: si parlava dell’800), una banca simpatica, furbizia miope, un nazista buono, liceo classico moderno, narcisismo negativo, l’apoteosi del minimalismo (riferito a Jarmusch e in particolare al suo film Coffee and cigarettes), stolta ragionevolezza (coniato da Paolo Caressa), la copia originale, salame light, reggae tedesco, col pugno aperto, un pazzo sano (sono stato definito anche così!), una lieve tortura, la Sicilia continentale (per escludere le isolette tipo Stromboli, Pantelleria, ecc.), capitalismo sindacalista (Nicole Notat), scienze esatte, una meravigliosa tragedia (le tentazioni gastronomiche per chi sta a dieta), lussuosamente monastico (Michele Serra), un pulcino robusto, hamburger vegetariano, una ridondanza graziosa (parlando di musica), una minoranza maggioritaria, un tragico trionfo (Claudio Magris, parlando del fisico Ludwig Boltzmann), disgraziatamente felice.
Recentemente ho anche parlato di un’estetica vetero-futurista.
Ossimoro intraducibile (e con gioco di parole), stavolta in inglese: military intelligence.
Più sottile, in tedesco, è trockener Humor (il significato originario di “humor” in latino era “liquido”!).

Altri esempi, più o meno quotidiani, segnalati dai lettori del Sole 24 Ore: logica aberrante, congiunti separati, somme sottratte, deficit eccessivo, ondata di siccità, attimo eterno, urge procrastinare.
Avviso in un negozio di biancheria: le mutande non si cambiano.
E per finire la teologia cattolica, una fonte preziosissima: vergine madre (Dante), dotta ignoranza (Nicola Cusano), felix culpa (Sant’Ambrogio, parlando del peccato originale), e il migliore: vita eterna.

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