Archive for gennaio 2014

Incompiute per scelta

31 gennaio 2014

Schubert è stato uno dei pochi compositori a morire senza praticamente lasciare opere incompiute.

Franz_Schubert

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Cosa intende lei per Medio Oriente?

23 gennaio 2014

Secondo il giornale Haaretz, Israele vorrebbe convocare una conferenza di pace in Medio Oriente per renderla un’area senza armamenti nucleari.
Detto così, suona paradossale e basta.
Ma cosa c’è dietro?
Se è solo un modo per impedire l’atomica iraniana senza fare rinunce, è ipocrita.
Se invece è una mossa sincera, allora vuol dire che la minaccia iraniana ha ottenuto qualche risultato concreto. E allora è triste e preoccupante.
Ma c’è un’altra possibilità: nell’uso comune del termine, ampiamente diffuso, il Medio Oriente comprende Israele, Palestina, Giordania, Libano e Siria, che invece dovrebbero rientrare più correttamente nel Vicino Oriente (Near East, Proche Orient). Altrimenti il Vicino Oriente che cos’è, la Puglia? Tecnicamente, a stretto rigor di termini anche se in un’accezione desueta in italiano, il Medio Oriente (Middle East, Moyen Orient) è l’area che comprende Iraq, Iran, Afghanistan e semmai l’India e il Pakistan.
Forse è questo che intendono?

Medio Oriente

Nomen non omen

17 gennaio 2014
  1. Roberto Speciale, Generale ed ex Comandante generale della Guardia di Finanza.
  2. L’implacabile terzino Claudio Gentile, campione del mondo nel 1982.
  3. Mario Carità, squadrista durante il fascismo e torturatore sotto la Repubblica di Salò.
  4. Michele Giovine, consigliere regionale del Piemonte eletto nella lista “Pensionati per Cota”.

Nomen non omen

Titoli di giornale / 13

13 gennaio 2014

Corsa contro il tempo per costruire i superfreni
(Titolo su Corriere.it)

L’integrazione europea passa per i cognomi

10 gennaio 2014

I nomi (e soprattutto i cognomi) sono di fantasia, ma la storia è vera.
Diego Pinilla Montiel, cittadino spagnolo, vive in Italia da anni e ha sposato una ragazza italiana: Giovanna Gargano.
I loro due bambini, Emilio e Rosa, hanno il doppio passaporto.
Solo che, in Spagna, è previsto che ricevano due cognomi, il primo del padre e il primo della madre. Perciò secondo il loro passaporto spagnolo si chiamano Emilio e Rosa Pinilla Gargano, mentre su quello italiano risultano Emilio e Rosa Pinilla Montiel. Rischieranno una crisi di identità?
Un episodio simile è accaduto in Germania: il signor Pavel Deminskij, russo di nascita, ha avuto dalla moglie tedesca una figlia, Olga. La quale ha un passaporto russo in cui si chiama Olga Deminskaja, e uno tedesco che riporta Olga Deminski (secondo una translitterazione diffusa in Germania).

Ancora più paradossale quello che potrebbe succedere in Islanda, dove non esistono cognomi ma solo patronimici. Se un certo Gunnar Albertsson (cioè “figlio di Albert”) ha un figlio e gli dà il nome di Hannes, il bambino si chiamerà Hannes Gunnarsson (cioè appunto “figlio di Gunnar”).
Se però Hannes nasce in Italia, sul suo passaporto italiano risulterà Hannes Albertsson (cioè “figlio di Albert”, che invece è suo nonno).
Poniamo ora che Hannes nasca in Spagna e che la madre, islandese anche lei, si chiami Edda Hermannsdóttir (cioè “figlia di Hermann”).
Sul suo bravo passaporto spagnolo il tapino si chiamerà Hannes Albertsson Hermannsdóttir, cioè “figlio di Albert e figlia (sic!) di Hermann”.

La buona stella dei Parti

7 gennaio 2014

La popolazione della Persia che si chiamava così era famosa per vivere ai margini dell’Impero Romano, senza esserne mai conquistata. Eppure non erano particolarmente agguerriti, solo avevano una grande fortuna: i Romani avevano preparato numerose spedizioni contro di loro, tutte fallimentari per i motivi più disparati.

Ecco alcuni dei casi più eclatanti:

  • una volta l’esercito romano è stato decimato da un’epidemia proprio mentre stava per sconfiggerli definitivamente
  • un’altra volta sono stati i soldati stessi che si sono ammutinati perché secondo loro si stavano allontanando troppo da Roma
  • perfino Giulio Cesare stava preparando una campagna militare contro di loro, che sarebbe dovuta arrivare fino in India. E c’è da scommetterci che ci sarebbe riuscito, se non fosse stato assassinato poco prima
  • (e qui c’è il paradosso): il generale Corbulone fu fatto uccidere da Nerone, geloso dei suoi successi contro i Parti.

Corbulone