L’astronomo scettico

I nomi dei crateri lunari sono dedicati per lo più a importanti scienziati, spesso coinvolti in qualche modo nello studio e nell’esplorazione della Luna o dello spazio: da Galileo a Wernher von Braun, da Tycho Brahe a Joseph Louis Lagrange.
Ci sono poi crateri intitolati a personaggi che, senza essere scienziati, hanno legato il loro nome alla Luna, come lo scrittore greco Luciano di Samosata, autore del romanzo Storia vera, dove per primo immagina un viaggio sulla Luna, o Jurij Gagarin, che ha inaugurato l’era dei viaggi spaziali.
Altre volte invece l’eponimo è uno scienziato di fama che però non ha niente a che vedere con lo studio della Luna, neanche indirettamente: per esempio il chimico Justus von Liebig o il naturalista Charles Darwin.
C’è poi il caso dell’astronomo tedesco Cristoforo Clavio, che nel Seicento è stato uno dei primi studiosi ad aver discusso con Galileo le osservazioni della Luna al telescopio: apparentemente uno dei nomi più indicati per un cratere lunare.

Christopher_Clavius

E infatti il “suo” è uno dei più grandi di tutta la Luna (per la precisione, è il terzo più grande dell’emisfero rivolto verso la Terra).

Clavius

Solo che, ironia della sorte, Clavio era in disaccordo con Galileo e non credeva all’esistenza dei crateri (né delle montagne) sulla Luna.
Un po’ come se un ceppo virale dell’Hiv prendesse il nome da Beppe Grillo.
(Grazie a Emiliano Ricci per la segnalazione)

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