Archive for luglio 2013

Metafore infelici

26 luglio 2013

Due metafore sbagliate citate da Douglas Hofstadter e David J. Moser:

British radio announcer: «Welcome to Israel, a Mecca for tourists!»
«Le nouveau style s’est vite répandu aux quatre coins de l’Hexagone»

(Grazie a Kees Popinga per la segnalazione)

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Un ossimoro costituzionale

17 luglio 2013

Il cardinale Scola ha battuto ogni record di ragionamento capzioso affermando che lo Stato laico mette a rischio la libertà religiosa.
Una conclusione paragonabile, anche se non ai livelli di questa vetta, è un pronunciamento del Consiglio di Stato, secondo il quale la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche sarebbe un simbolo di laicità.

Bandiera-crocifissso

Leggere per credere:
«Come ad ogni simbolo, anche al crocifisso possono essere imposti o attribuiti significati diversi e contrastanti, oppure ne può venire negato il valore simbolico per trasformarlo in suppellettile, che può al massimo presentare un valore artistico. Non si può però pensare al crocifisso esposto nelle aule scolastiche come ad una suppellettile, oggetto di arredo, e neppure come ad un oggetto di culto; si deve pensare piuttosto come ad un simbolo idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili sopra richiamati, che sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato».
(Grazie a Lalo per la segnalazione)

Eia Eia Menorah!

13 luglio 2013

Molti hanno notato che, digitando sul cellulare la parola “ebraismo”, il T9 la trasforma in “fascismo”. Viene presentato come un errore ossimorico, ma in fondo è meno paradossale di come possa sembrare.
Fra gli innumerevoli abomini del fascismo del primo quindicennio non c’era l’antisemitismo: tanto è vero che diversi ebrei avevano aderito al movimento. Solo con le infami leggi razziali del 1938, promulgate per compiacere il nuovo alleato, Mussolini ha appiccicato l’antisemitismo all’ideologia fascista, alla quale in origine era estraneo.
A quel punto sì, gli ebrei fascisti si sono dovuti rendere conto amaramente di essere diventati paradossali.

Punti cardinali / 3

5 luglio 2013

Nel film Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, ambientato in un paesino della Sicilia, un episodio chiave è la vincita alla Sisal da parte del napoletano Ciccio Spaccafico (interpretato da Enzo Cannavale).
E qualcuno commenta: «Sempre fortunati, questi settentrionali».

Ciccio Spaccafico

L’astronomo scettico

1 luglio 2013

I nomi dei crateri lunari sono dedicati per lo più a importanti scienziati, spesso coinvolti in qualche modo nello studio e nell’esplorazione della Luna o dello spazio: da Galileo a Wernher von Braun, da Tycho Brahe a Joseph Louis Lagrange.
Ci sono poi crateri intitolati a personaggi che, senza essere scienziati, hanno legato il loro nome alla Luna, come lo scrittore greco Luciano di Samosata, autore del romanzo Storia vera, dove per primo immagina un viaggio sulla Luna, o Jurij Gagarin, che ha inaugurato l’era dei viaggi spaziali.
Altre volte invece l’eponimo è uno scienziato di fama che però non ha niente a che vedere con lo studio della Luna, neanche indirettamente: per esempio il chimico Justus von Liebig o il naturalista Charles Darwin.
C’è poi il caso dell’astronomo tedesco Cristoforo Clavio, che nel Seicento è stato uno dei primi studiosi ad aver discusso con Galileo le osservazioni della Luna al telescopio: apparentemente uno dei nomi più indicati per un cratere lunare.

Christopher_Clavius

E infatti il “suo” è uno dei più grandi di tutta la Luna (per la precisione, è il terzo più grande dell’emisfero rivolto verso la Terra).

Clavius

Solo che, ironia della sorte, Clavio era in disaccordo con Galileo e non credeva all’esistenza dei crateri (né delle montagne) sulla Luna.
Un po’ come se un ceppo virale dell’Hiv prendesse il nome da Beppe Grillo.
(Grazie a Emiliano Ricci per la segnalazione)