Archive for marzo 2013

Cosa intende lei con “dimissioni”?

29 marzo 2013

La vicenda dei due Marò in India non smette di dare esiti grotteschi. L’ultimo è un manifesto pieno di indignazione comparso nelle strade di Roma, firmato dal movimento “Fratelli d’Italia” di Ignazio La Russa e Giorgia Meloni.

Dimissioni

Nella mia esperienza, è la prima volta che si chiedono le dimissioni di un presidente del consiglio dimissionario.
Forse la richiesta è di dimettersi in modo più sincero, accorato. O di dare dimissioni più dimissionarie: mi chiedo se tecnicamente è previsto dall’ordinamento.
Oppure chiedono le dimissioni di Monti dall’interim del Ministero degli esteri (assunto dopo le dimissioni, anche queste strampalate, di Giulio Terzi).
In questo caso, comunque, probabilmente l’interim toccherebbe di nuovo a lui, come nel gioco della pallina da ping-pong legata alla racchetta con un filo.

Magdi Borghezio Allam

26 marzo 2013

«Panico fra indù e buddisti», «I rabbini spengono il cellulare», «Il Mastella delle religioni»: il prematuro abbandono della religione cattolica da parte dell’ex-neofita Magdi Cristiano Allam ha suscitato la facile ironia dei migliori battutisti del web (ma forse un po’ di visibilità era proprio quello che cercava).
Ancora più facile sarebbe fare ironia sulle motivazioni addotte per la nuova conversione. Oltre a insultare la religione islamica, secondo quanto riportato dalla stampa italiana, l’eurodeputato filo-leghista ex-egiziano avrebbe criticato infatti «il buonismo che porta la Chiesa a ergersi a massimo protettore degli immigrati»: toni che a un cacciatore di casi paradossali quasi non danno soddisfazione – come se il portiere avversario calciando la rimessa dal fondo infilasse direttamente la propria porta.

Magdi-Allam-a-Gardone

Paradosso nel paradosso: un’altra accusa – pesantissima – che avrebbe rivolto alla Chiesa cattolica è quella di essere relativista. Un po’ come se in Francia si tacciasse di anglofonia la Commission générale de terminologie et néologie…

Qualcuno glielo dica

25 marzo 2013

Negli Stati Uniti (come in altri Paesi) esiste un’associazione di atei: si chiama American Atheists e ha sede a Cranford, nel New Jersey.
Compare anche fra le organizzazioni citate dal popolare World Almanac. Nella categoria “Religious”.

logo-american_athiests

Fuoco amico

22 marzo 2013

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, anche sull’onda dell’indignazione per le frequenti stragi nelle scuole, sta cercando di limitare la vendita delle armi. È una lotta politica difficile che lo vede schierato contro la potentissima lobby della National Rifle Association (Nra).
La battaglia è ancora agli inizi, ma un risultato (non voluto) Obama l’ha già raggiunto: ha fatto aumentare gli incassi delle industrie produttrici di armi.

nra benefactor

Il fatto è che molti americani, temendo la prossima introduzione di leggi più restrittive, si sono precipitati a comprare armi, facendo salire i prezzi.
E pensare che la Nra aveva fatto campagna contro Obama…

Burqa-burqa

15 marzo 2013

Se Berlusconi è criticato per i suoi rapporti carnali con ragazze minorenni, anche il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, fatte le debite proporzioni, è stato messo sotto accusa per una colpa simile. Ai guardiani più ortodossi della religione non è andato giù il suo abbraccio di cordoglio alla madre del defunto presidente venezuelano Hugo Chávez: secondo l’interpretazione più rigida della legge islamica è vietato ogni contatto fisico (compresa addirittura la stretta di mano) fra un uomo e una donna che non siano coniugi o parenti.
Il paladino degli integralisti bacchettato per comportamenti impuri.

Ahmadinejad

Ha tentato di calmare le acque il vicepresidente Mohammad Reza Mirtajeddini, membro del clero sciita: alla maniera dell’entourage di Berlusconi ha smentito l’abbraccio, spingendosi ad affermare che la foto che lo immortala sarebbe un fotomontaggio.
Non l’avesse mai fatto: «Sei un ecclesiastico e non devi negare ciò che è avvenuto», lo ha bacchettato l’ayatollah Mohammad Yazdi.
Almeno in questo potremmo imparare qualcosa dagli iraniani…
(Grazie a Romeo Bassoli per la segnalazione)

#Scomunica

12 marzo 2013

«Scomunica per i cardinali che twittano dalla Cappella Sistina».
Eccezionale, l’accostamento fra una sanzione che ricorda gli imperatori del Medioevo e il simbolo dei cosiddetti “new media”.
In fondo questo conclave non è il primo a essere convocato da un papa dimissionario, magari il motivo per cui passerà alla storia sarà proprio una scomunica a causa di un tweet.

tweet

Ma potrebbe sorgere un dubbio: in assenza di un papa, chi sarà a irrogare la scomunica? Tutto lascia pensare che toccherà al prossimo papa.
Rimane un caso possibile: se uno dei cardinali che twittano poi viene eletto papa che fa, si scomunica da solo?

Consigli per spacciatori

8 marzo 2013

Questa è la storia vera di un corriere della droga, forse il più imbranato – e sficato – nella storia del suo mestiere.
Pyare Shivpuri (così si chiama il poveretto) è stato fermato e perquisito in aeroporto dalla polizia inglese. Ha ammesso subito la presenza di marijuana nella sua borsa, e quindi è stato arrestato.
Le analisi di laboratorio hanno poi dimostrato che in realtà la borsa conteneva solo tabacco: il povero corriere era stato vittima (molto ingenua) di un banale raggiro.
Da un lato, Shivpuri si sarà sentito furibondo contro il suo fornitore di fiducia (?); dall’altro avrà pensato che però in questo caso il truffatore gli aveva fatto un favore, risparmiandogli il carcere.

drugs

E invece no: al processo, Shivpuri è stato condannato lo stesso. Cornuto e mazziato, si direbbe in Italia.
Il diritto britannico infatti attribuisce molta importanza all’intenzione di commettere un reato. E l’intenzione (confessata) di Shivpuri era proprio quella di portare droga.
Morale: se la polizia inglese vi coglie con le mani nel sacco, per prima cosa dichiarate che quello che avete nella borsa è solo tabacco. È l’unica possibilità di farla franca (se siete abbastanza fortunati da essere stati truffati anche voi).
(Grazie a Lalo per la segnalazione)

Dispositivo di autodistruzione parlamentare

4 marzo 2013

Allora, se ho capito bene.

  1. Se il governo non ottiene la fiducia delle Camere non è tenuto a dimettersi, ma può gestire provvisoriamente le questioni di “ordinaria amministrazione”, fino alle prossime elezioni politiche.
  2. È una situazione in teoria anomala, ma in questo caso (in mancanza della fiducia) sarà inevitabile, perché Napolitano è nell’ultimo semestre del suo mandato e perciò non può sciogliere le Camere.
  3. Quindi sarà comunque l’attuale Parlamento che dovrà eleggere il prossimo Presidente della Repubblica.
  4. A quel punto, il nuovo Presidente come primo atto potrà sciogliere le Camere che l’hanno appena eletto. In pratica, in questo scenario, i parlamentari dovranno votare per essere mandati a casa. C’è la possibilità che ci vorrà del tempo perché si mettano d’accordo sul nome del nuovo Presidente…

Il-Parlamento-Italiano