Archive for gennaio 2013

Neonazismo e neoplatonismo

31 gennaio 2013

Ancora sulle polemiche sul negazionismo: affermare che le camere a gas naziste non sono mai esistite deve essere proibito? Deve essere considerato un reato? Non voglio entrare nel merito della questione, ma c’è un aspetto singolare a monte.
Chi ama l’arte di Michelangelo apprezzerà la Cappella Sistina, il suo capolavoro pittorico, e non metterà in dubbio la sua esistenza o la sua autenticità.

michelangelo

Così di fronte alle camere a gas, la concretizzazione estrema del regime hitleriano, da un vero neonazista che avesse un po’ di senso logico ci sarebbe da aspettarsi non la negazione ma l’ammirazione: senza dubbio più aberrante da un punto di vista etico, ma più coerente dal punto di vista logico. Altrimenti che neonazista è?
Ma forse il vero assurdo sarebbe un neonazista dotato di logica.

Tedesco a chi?

25 gennaio 2013

Il compositore Franz von Suppé era tanto celebre per le sue operette da essere chiamato “l’Offenbach tedesco”.

Franz_von_Suppé

Suppé però era nato a Spalato (secondo alcuni su una nave al largo di Spalato), in Dalmazia. La città apparteneva allora all’Impero austriaco e oggi alla Croazia, ma storicamente (e fino al 1798, appena 21 anni prima della sua nascita) alla Repubblica di Venezia; la lingua parlata in città era l’italiano, come dimostra il suo vero nome: Francesco Ezechiele Ermenegildo Cavaliere Suppé Demelli.
Il cognome Suppé gli veniva dal padre, di origine belga, mentre la madre Demelli era viennese di origine italiana.
Suppé è poi cresciuto a Zara (sempre in Dalmazia), ha studiato in Italia e in seguito è vissuto e morto a Vienna. Era austriaco secondo le pagine di wikipedia in italiano, inglese, tedesco, russo, olandese, svedese, polacco e francese; secondo quella spagnola era austroungarico (con tutto che l’Impero austroungarico è nato solo nel 1867, 48 anni dopo la sua nascita) e secondo quella portoghese era addirittura croato (!).
Comunque, niente a che vedere con la Germania.
Offenbach, invece, lui sì era tedesco!
(Grazie a Giovanni Stegel per la segnalazione)

Il padre di tutti i paradossi / 2

21 gennaio 2013

«I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori»
Marco Porcio Catone (Catone il censore) *

Catone

* Citato da Aulo Gellio in: Notti attiche, XI, 18, 18 (Fures privatorum furtorum in nervo atque in compedibus aetatem agunt, fures publici in auro atque in purpura)

Vedi anche: Il padre di tutti i paradossi

Titoli di giornale / 10

17 gennaio 2013

(Questo per la precisione non è un giornale, è il TG2)

“La guerra delle armi”

[Si riferisce allo scontro, fortunatamente solo politico, in atto negli Stati Uniti sulle eventuali restrizioni al diritto dei cittadini di girare armati: da un lato il presidente Barack Obama, dall’altro il Partito Repubblicano, maggioritario alla Camera e spalleggiato dalla lobby dei costruttori di armi.
In effetti il Secondo emendamento della Costituzione americana sancisce il diritto dei cittadini a possedere armi e portarle con sé, ma il testo non specifica i tipi di armi: molti suggeriscono di proibire quelle automatiche o semiautomatiche, ma il divieto si potrebbe forse estendere alle armi da fuoco in generale].

Un primato e due paradossi

14 gennaio 2013

Per la prima volta una nave portacontainer, la russa Reka Ob, ha portato a termine la rotta artica dalla Norvegia al Giappone (e questo è il primato).
Per poterla percorrere ha dovuto essere scortata da tre rompighiaccio: Vaygach, Rossiya e 50 Let Pobedy, tutti alimentati da piccoli reattori nucleari ad acqua pressurizzata.
Di paradossale c’è l’uso dell’energia nucleare per il trasporto di un’altra fonte di energia, e soprattutto la sua destinazione: il gas è stato inviato in Giappone per sopperire al deficit di energia causato dalla chiusura temporanea di molte centrali nucleari (e definitiva di qualcuna).

Reka Ob

Zero intelligence

8 gennaio 2013

Dal 1996 al 2011, la polizia di New York ha arrestato circa 500.000 persone (più dell’intera popolazione di Bologna!) per possesso di piccole quantità di droghe leggere. Secondo l’amministrazione comunale, questo ha contribuito a ridurre la criminalità nella metropoli.
L’ong Human Rights Watch ha però condotto uno studio secondo cui solo il 3,4% degli arrestati per questo reato commettono poi reati violenti: una percentuale inferiore a tassi di condanna secondo altre variabili legate al sesso, alla razza e all’età.
Come fa notare un articolo sul sito Cronache laiche, ci sarebbero risultati migliori nella lotta alla criminalità semplicemente procedendo ad arresti a caso tra i giovani, il gruppo che statisticamente ha più probabilità di infrangere la legge.

Viva Verdi!

2 gennaio 2013

I leghisti si divertono a celebrare il loro Paese immaginario cantando Va pensiero come inno. A parte l’inesistenza non solo dello Stato in questione, ma anche del suo nome *, forse non sanno di avere scelto il brano musicale meno indicato per fomentare la divisione dell’Italia: Verdi, cantando la sua patria «bella e perduta», invocava l’unificazione della sua unica patria. L’Italia, evidentemente **.

VIVA VERDI

 

* Esiste invece la Padana, com’è ovvio

** Naturalmente non è la prima cantonata paradossale dei leghisti: un altro esempio lampante è la scelta del colore. Molto più bravi gli scozzesi, anche loro però con un notevole paradosso