Archive for novembre 2012

Global warming, local cooling

28 novembre 2012

A quanto pare i ghiacci dei mari antartici stanno crescendo di spessore. Questo non vuol dire che il riscaldamento globale sia una balla: al contrario, l’aumento dei ghiacci sarebbe una conseguenza paradossale proprio dei cambiamenti climatici.
Lo afferma una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, secondo cui la causa dello strano fenomeno è un cambiamento nel regime dei venti.
Insomma: il riscaldamento globale è un fatto reale (tanto è vero che, anche in Antartide, i ghiacci continentali si stanno assottigliando), solo che, per motivi contingenti, i cambiamenti climatici modificano il regime dei venti e quindi qua e là possono causare una diminuzione delle temperature.

La nipote di Mubarak e la figlia di Makhmalbaf

22 novembre 2012

Al festival del cinema di Venezia, nel 2003, era in rassegna un documentario intitolato Lezate Divanegi (tradotto con Joy of Madness). L’autrice, Hana Makhmalbaf, era la giovanissima figlia del regista iraniano Mohsen Makhmalbaf: all’epoca non aveva nemmeno 15 anni (anche se, secondo i critici, già dimostrava un certo talento cinematografico).

Proprio la sua tenera età ha ingenerato una situazione delicata. Il fatto è che, in Italia, i film presentati ai festival non passano per la censura: per evitare problemi, quindi, sono tutti vietati ai minori di 18 anni. Dunque la giovanissima Hana non poteva entrare, e quindi non poteva presenziare alla proiezione del suo stesso film!
C’è voluto un permesso speciale, concesso dopo una lunga trattativa. E non in virtù del suo celebre padre (comunque una parentela autentica…!), ma come riconoscimento del suo status di regista.
(Grazie a Giovannella R. per la segnalazione)

L’allenatore, la madonna e l’emiro

19 novembre 2012

Come riporta la Gazzetta dello Sport, l’allenatore del Manchester City Roberto Mancini attribuisce la sua vittoria nell’ultimo campionato inglese nientemeno che all’intervento della madonna di Medjugorje.
Le prove che Mancini cita sembrano in effetti inconfutabili: lui stesso avrebbe chiesto al giocatore croato Nikica Jelavic, attaccante dell’Everton, di segnare un gol ai rivali del Manchester United, e la riprova è che Jelavic ha segnato non uno ma ben due gol decisivi (cosa che si sarebbe ben guardato dal fare se non per la richiesta di Mancini – o della madonna).
Per giunta, tanto per zittire gli increduli, Mancini aggiunge che Jelavic è nato non lontano da Medjugorje e, per tagliare la testa al toro, conclude che la partita decisiva, vinta dal City contro il Queen’s Park Rangers all’ultima giornata di campionato, si è disputata il 13 maggio, giorno della festa della madonna di Fatima (evidentemente una vale l’altra).

Come fa notare Alessandro Chiometti sul sito Cronache laiche, è piuttosto paradossale pensare che la madonna non solo faccia il tifo, ma addirittura si adoperi per far vince la squadra di proprietà… dell’emiro Mansur bin Zayd Al Nahyan!
L’unico dato sicuro che emerge dalle affermazioni di Mancini è la sua assoluta sfiducia nei confronti della propria squadra e delle sue doti di allenatore.

Chi è il nazista?

16 novembre 2012

Questo è uno dei casi in cui un cacciatore di paradossi ha solo l’imbarazzo della scelta (ma lo stesso si potrebbe dire sostituendo al posto di “paradossi” la parola “deliri” o “psicopatologie”).
Sono i commenti postati su twitter da alcuni americani scontenti della rielezione di Obama: americani particolarmente isterici, ignoranti al limite della verosimiglianza e simpatizzanti di estrema destra (sì, possono essere definiti così, anche se probabilmente non sanno cosa vuol dire).
I commenti sono stati raccolti (e a quanto pare a volte anche istigati) da un giornalista inglese di sinistra, nel suo blog Futile Democracy.
L’epiteto più frequente rivolto a Obama è “Hitler” (un Führer poco ariano, si potrebbe osservare in primissima battuta).
Ma è più interessante andare a leggere le motivazioni dell’associazione di idee: Obama viene paragonato a Hitler (in un tripudio di logica) perché porterebbe gli Stati Uniti verso il comunismo.
Un tale Peter Megoulas addirittura pubblica un fotomontaggio di un Obama nazista con citazioni tedesche (piene di errori), commentando con grande lucidità “United Socialist States of America”.

Un certo Loftin vorrebbe distinguersi dai suoi pari cercando di apparire a modo suo politically correct: «Obama is IGNORANT hence why I called him a nigger.. Now just because I said the word nigger means Im racist?».

Si spinge addirittura oltre Lauren, che definisce Obama «fucking Muslim devil worshipper», aggiungendo: «I hope he burn in hell with you all black people».
In questi casi viene da chiedersi: chi è il nazista qui?

Ma se dal punto di vista etico i vari riferimenti a Hitler sono i più esecrabili, dal punto di vista logico il vertice assoluto è il commento di una certa Kristen Neel: «I’m moving to Australia, because their president is a Christian and actually supports what he says».

Peccato che:

1) L’Australia non è una repubblica, quindi non ha un presidente: forse Kristen intendeva dire il primo ministro. Solo che:
2) il primo ministro è una donna: Julia Gillard (quindi semmai bisognava scrivere “she” e non “he”)
3) Julia Gillard è atea.
Nessuno lo aveva detto alla povera Kristen Neel. Ci ha pensato, a posteriori, il benemerito blogger inglese.

La sottile linea gialla

10 novembre 2012

Nelle stazioni della metropolitana di Roma (e, immagino, di altre città italiane) gli altoparlanti avvertono, quando sta arrivando il treno: «Allontanarsi dalla linea gialla!».
Allora la gente seduta sulle panchine si alza e, andando verso le porte del treno, si avvicina alla linea gialla.
(Grazie ad Andrea per la segnalazione)

Democrazia americana

7 novembre 2012

Tutti i sistemi elettorali si prestano notoriamente a paradossi, ma quello americano è particolarmente balordo.
Intanto un candidato può vincere anche con meno voti del suo avversario: è successo più di una volta, l’ultima nel 2000 a George W. Bush.
Ma questo è niente. C’è una situazione (ipotetica) molto più paradossale: se improvvisamente spuntassero un milione di nuovi elettori in California, tutti repubblicani, questo finirebbe con il favorire l’elezione di un presidente democratico.
Infatti alle elezioni presidenziali aumenterebbe il numero di grandi elettori californiani, cioè il numero di voti che vengono assegnati al candidato che ottiene la maggioranza dei voti in California.
D’altra parte, però, i nuovi elettori non sarebbero sufficienti a cambiare la maggioranza democratica dell’elettorato californiano, e quindi i voti in più andrebbero comunque al candidato democratico.