Archive for ottobre 2012

Dizionario berlusconiano-italiano / 2

28 ottobre 2012

(Questa è vecchia, ma è tornata di attualità in questi giorni)
Per alcuni oggi teorema significa affermazione falsa e soprattutto non dimostrata. A rigor di termini, quando qualcuno dichiara che contro di lui c’è un teorema, bisognerebbe prenderla come una piena confessione.

Punti cardinali / 2

26 ottobre 2012

Si dice che i maghrebini immigrati in Europa devono adeguarsi alla cultura occidentale.
In realtà i veri occidentali sono loro: Maghreb in arabo vuol dire “tramonto”, e il termine indica appunto la parte più occidentale del mondo arabo (Tunisia, Algeria e Marocco, e secondo alcune definizioni anche Libia e Mauritania).
E in effetti per esempio l’Algeria è più a ovest dell’Italia, e il Marocco anche della Francia.

Che cosa hanno in comune Totti e Omero?

22 ottobre 2012

È opinione comune che siano gli unici ad aver scritto più libri di quanti ne abbiano letti.

Dodici anni e sentirli

19 ottobre 2012

Come la maggior parte dei bambini, durante le elementari ho letto Il piccolo principe. Come la maggior parte dei bambini lettori accaniti, l’ho riletto qualche tempo dopo, avrò avuto sì e no dodici anni.
La mia reazione è stata completamente diversa rispetto alla prima volta: la lettura mi ha lasciato quasi indifferente, molto deluso. Ho ripensato allora a una frase nella dedica: «Tutti gli adulti sono stati bambini, ma pochi se lo ricordano». L’insensibilità nei confronti del libro mi ha fatto sentire un adulto, e anzi un adulto pericolosamente senile, di quelli che non si ricordano di essere stati bambini.
Questo pensiero mi ha fatto scoppiare in un pianto dirotto (e decisamente molto infantile): ero abbastanza adulto da non sentirmi bambino, ma abbastanza bambino da piangere per questo.

Chi predica bene…

15 ottobre 2012

John Nash, matematico famoso per la sua grave schizofrenia clinica, ha vinto il premio Nobel per l’economia per i suoi studi… sull’equilibrio!
(Grazie a Stefano Pisani per la segnalazione)

Punti cardinali / 1

12 ottobre 2012

A Cuba i ricchi turisti europei vengono definiti “occidentali”.
Forse Colombo, con le sue idee originali sui concetti di levante e poniente, ha portato un po’ di confusione.

Go East!

5 ottobre 2012

L’epopea del West ha accompagnato l’espansione degli Stai Uniti dalla costa est, dove erano nate le prime colonie inglesi, verso l’immenso ovest abitato dagli indiani.
Il più antico edificio europeo negli Stati Uniti è però il Palace of the Governors di Santa Fe (New Mexico): fu costruito dagli spagnoli a partire dal 1610, dieci anni prima dell’arrivo dei padri Pellegrini a Cape Cod, e appena tre anni dopo il primissimo insediamento inglese in Virginia.

Italiani maschilisti?

3 ottobre 2012

Negli Stati Uniti ognuno dei cinquanta Stati ha, oltre a una bandiera, un inno, eccetera, anche un motto: nella maggior parte dei casi è in inglese o in latino, e raramente in altre lingue. L’unico motto in italiano è “Fatti maschii, parole femine” (sic!) *: poco apprezzabile per gli americani, che ignorano il genere dei sostantivi, ma soprattutto discriminatorio.
L’aspetto paradossale è che lo Stato è il Maryland, così chiamato in onore della regina Enrichetta Maria di Borbone (1609-1669) regina consorte di Inghilterra, Scozia e Irlanda come moglie del re Carlo I Stuart.
Non solo, ma anche la capitale prende il nome da una donna, anzi due: originariamente chiamata Anne Arundel’s Towne, dalla moglie di Lord Baltimore, primo governatore della colonia inglese del Maryland nel Seicento, è stata poi ribattezzata Annapolis in onore della regina Anna di Gran Bretagna (all’epoca ancora principessa ereditaria) **.

* L’ortografia risale al Seicento: era il motto della casata inglese dei baroni di Baltimore, fondatori della colonia. Il motto è ben visibile all’interno del sigillo ufficiale dello Stato.

** Nel 1993 Edward Papenfuse, archivista di Stato del Maryland, ha suggerito un’interpretazione che risolverebbe il paradosso e tranquillizzerebbe più di una femminista americana. Papenfuse ha sostituito la traduzione tradizionale (Manly deeds, womanly words), con una che in base ai suoi studi rispecchierebbe il senso originario del motto: Strong deeds, gentle words. Secondo lui quindi non si tratterebbe di una malignità maschilista sul chiacchiericcio femminile, bensì di un’esortazione a parlare in modo gentile ma agire in modo duro, virile: un po’ come dire “pugno di ferro nel guanto di velluto”.