Archive for agosto 2012

George W. / 1

28 agosto 2012

«The thing that’s wrong with the French is that they don’t have a word for entrepreneur».
George W. Bush

I pericoli della montagna

18 agosto 2012

L’alta via delle Dolomiti, con i suoi percorsi in quota, le sue vie ferrate e le notti in rifugio o in bivacco, è un’opportunità unica per vivere pienamente la montagna e osservarla “dal di dentro”.

Un lato negativo è che quasi mai i rifugi sono provvisti di docce (tanto meno di docce calde): proprio quello che invece uno vorrebbe, dopo una giornata passata a scarpinare.
In uno di questi rifugi, una sera, ho avuto un’idea geniale: in assenza di doccia, potevo almeno sciacquarmi i piedi nel lavandino.
L’operazione non era semplice, e ha richiesto un panchetto di legno (che per fortuna era proprio lì, nel minuscolo bagno).
Sono salito sul panchetto con un piede e ho messo l’altro nel lavandino.
È a quel punto che ho sentito uno scricchiolio e, dopo una frazione di secondo, il panchetto ha ceduto.
Mai come quella volta ho avvertito la sensazione che tutte le parti del mio corpo stessero sbattendo da qualche parte: un piede nel lavandino, la testa sul pavimento, l’altro piede su una delle pareti, la schiena da qualche parte sul panchetto. Ho trovato veramente strano non essermi fatto male sul serio.

Durante quella vacanza, mia madre era preoccupata all’idea che potesse succedermi qualcosa su una cengia o una ferrata. Non poteva immaginare che l’unico vero pericolo l’ho corso nel bagno del rifugio.

Adeus, Bea!

16 agosto 2012

La scena: Lisbona, agosto 2008, dove seguo un corso di lingua di quattro ore tutte le mattine (ovviamente senza mai fare assenze).
Uno degli ultimi giorni decido di fare un’eccezione e andarmene dopo due ore: nella tarda mattinata volevo salutare una ragazza che stava per partire (e che mi piaceva molto). Casualmente, in quei giorni era a Lisbona la mia amica Barbara, alla quale volevo mostrare le bellezze della città (nel pomeriggio, dopo aver salutato la celestiale Beatrice).
All’insegnate e alla classe, per pudore, spiego appunto che me ne vado prima per accompagnare in giro la mia amica Barbara. Telefono a Bea, che a sorpresa ha cambiato programma e mi dà appuntamento per il pomeriggio: meglio ancora, posso salutarla con più calma.
Ma ormai ero uscito dall’aula. Morale: nel resto della mattinata vado in giro con Barbara, proprio come avevo affermato pensando di dire una balla.

Lo stretto necessario

13 agosto 2012

I rimborsi per i convegnisti a volte seguono regole curiose. La scuola estiva di Perugia per giovani matematici, almeno fino a qualche anno fa, spesava agli studenti vitto e alloggio e rimborsava anche il viaggio: in aereo fino all’aeroporto più vicino per chi fosse residente in Sicilia o Sardegna; in treno per gli altri.
Un anno è capitato che ci fossero contemporaneamente uno studente di Messina e uno di Reggio Calabria. Al ritorno, quello di Reggio ha dovuto sobbarcarsi un lungo viaggio in treno; quello di Messina ha preso comodamente l’aereo fino a Reggio (l’aeroporto più vicino a Messina) e poi il traghetto.

Guerra e pace

4 agosto 2012

Secondo la maggior parte degli studiosi, l’origine della stretta di mano come gesto di pace sta nel mostrare di non essere armati (e infatti convenzionalmente si fa con la mano destra).
Un episodio curioso si è verificato alle Olimpiadi di Londra 2012.
Durante l’incontro di scherma valido per i quarti di finale della competizione di fioretto a squadre, l’italiana Valentina Vezzali e la sua avversaria britannica si sono cavallerescamente strette la mano. Solo che era la mano sinistra: nella destra tenevano l’arma.
(Grazie a Francesco Ugolini per la segnalazione)