L’opera da tre miliardi di euro

Ancora su Brecht.
Scena: una convention di una grande azienda italiana, in un lussuoso albergo di una nota località termale.
Prima dell’inizio dei lavori, e negli intervalli, la musica di sottofondo è la Ballata di Mackie Messer, sia pure in una versione leggermente “creativa”.
Domanda: ma gli organizzatori lo sanno che quella musica, quelle parole, sono state pensate da un poeta e un musicista rivoluzionari, che identificavano il capitalismo con il crimine organizzato?

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2 Risposte to “L’opera da tre miliardi di euro”

  1. paleomichi Says:

    e a loro che gli frega? :)

  2. Paologico Says:

    Effettivamente ero indeciso su quale dei due punti di vista presentare. Visto che quello “capitalista” non appare abbastanza paradossale, provo l’altro.
    Che tristezza, se Brecht e Weill avessero saputo che la loro creazione sarebbe stata usata, come elemento puramente estetico privato della sua carica etica (e politica), in una convention aziendale.
    Se la rivoluzione che propugnavano rappresentasse anche un minimo pericolo per il capitalismo, l’Opera da tre soldi sarebbe certamente al bando, almeno negli eventi delle grandi aziende.

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