Archive for aprile 2012

Io ti salverò!

30 aprile 2012

Perché mai bloccare un uomo che sta per lanciarsi da un viadotto è considerato un atto giusto e dovuto, e togliere la sigaretta dalla bocca di qualcuno no?
Cioè: quale percentuale di rischio mortale ci dev’essere nelle conseguenze di un gesto perché sia lecito e anzi meritorio fermare qualcuno che sta per compierlo?

Titoli di giornale / 8

26 aprile 2012

Titolo sul Televideo:

Asse Berlino-Roma per la crescita

Ma non ci pensano i titolisti, a quello che scrivono? Già parlare di “Asse Berlino-Roma” è delicato (soprattutto se si tratta “solo” di uscire da una crisi economica).
Farlo il 25 aprile diventa quantomeno paradossale.

Ossimori spaziali / 2

25 aprile 2012

Il programma spaziale americano Apollo era rivolto alla Luna, ma era intitolato al dio del Sole (Diana era la sorella).

Drop that gun, boy!

23 aprile 2012

È famoso il detto per cui se nel West un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile l’uomo con la pistola è un uomo morto. Se però l’uomo che incontra quello col fucile anziché avere la pistola è disarmato, allora quello col fucile non ha motivo di sparargli per primo. Morale: per salvare la pelle meglio non avere la pistola.

Titoli di giornale / 7

20 aprile 2012

Da Corriere.it:
Prostitute contro lo sfruttamento femminile

Fukushima mon amour

18 aprile 2012

Premessa: questa storia è da prendere con le molle, visto che viene raccontata da un servizio sul Venerdì di Repubblica con i soliti toni apocalittici da terrorismo psicologico, o almeno da giornalismo sensazionalista (“bambini venuti al mondo mentre esplodeva la centrale”, “milioni di tonnellate di macerie radioattive che stanno avvelenando la vita di oltre cinque milioni e mezzo di residenti”, ecc.).
Ma supponiamo che il racconto di questa mamma giapponese sia del tutto autentico, e ammiriamo il suo genio nel proteggere la salute della sua piccola Runa (nella foto con i genitori):

«Tengo Runa in casa, le finestre sempre chiuse, nella speranza che dentro l’aria sia meno inquinata. Una volta al mese la infilo in macchina e guido per due o tre ore verso una zona meno inquinata, per lasciarla giocare su un prato. “Non decido io dove andare, ma il vento. Tira verso ovest, io vado a est. Tira verso sud, io vado a nord”».


Ora, anche se la radioattività fosse ancora blowing in the wind in forti dosi, è verosimile che non verrebbe dai quattro venti (letteralmente!), bensì solo della centrale.
Ma ammettendo che venga da tutte le parti, correre nella direzione da cui proviene il vento sarebbe il modo migliore per esporre la povera Runa alla radioattività massima!

Al Qaeda ringrazia

17 aprile 2012

La dittatura di Stalin ha provocato milioni di morti – e questo è un crimine ormai riconosciuto e consegnato alla storia.
Ma il suo danno forse più duraturo è il discredito gettato su ideali sacrosanti, come la giustizia sociale e l’opposizione allo strapotere del capitalismo: ideali che sono stati privati di slancio, o peggio consegnati ai fondamentalismi religiosi. In sostanza, il regime sovietico dovrebbe essere aborrito più dai comunisti che dagli anticomunisti.

Incoerenza paologica

13 aprile 2012

Quando vado a nuoto, dopo la doccia mi asciugo i capelli con il fon. E questa è una cosa normale, logica. Semmai è eccessiva la cura che ci metto: prima di uscire all’esterno, anche d’estate, mi accerto che si siano asciugati praticamente fino all’ultima goccia d’acqua, al punto che sono sempre l’ultimo a uscire. Ogni volta rischio di rimanere negli spogliatoi alla chiusura della piscina, e quindi di passarci la notte.
Solo dopo anni mi sono reso conto che invece le altre sere, quando esco per cena o per un cinema, esco di casa dopo la doccia tranquillamente, senza minimamente pensare ad asciugarmi i capelli, anche d’inverno. Di più: esco di casa normalmente con i capelli bagnati anche per fare tragitti a piedi molto più lunghi del cammino che faccio dalla piscina e casa.

Gli ultimi saranno i primi (paradosso del venerdì santo)

7 aprile 2012

Per la teologia cattolica la morte in croce di Gesù segna la redenzione del genere umano: fino a quel momento, a causa del peccato originale, la salvezza dell’anima degli uomini era inaccessibile. Quindi fino a quel momento il paradiso era vuoto: i patriarchi biblici e i profeti aspettavano nel limbo.
Sempre secondo la teologia cattolica, Gesù dopo la morte e prima della resurrezione è sceso nel limbo, per portare con sé in paradiso patriarchi e profeti. Lo conferma il Canto IV dell’Inferno (versi 62-63), dove Virgilio dice a Dante, parlando appunto dei patriarchi:

«e vò che sappi che, dinanzi ad essi
spiriti umani non eran salvati».


Ma nel frattempo non c’era proprio nessuno, in paradiso?
Proprio sulla croce Gesù in persona aveva detto al ladrone buono crocifisso al suo fianco: «In verità ti dico: oggi sarai con me in paradiso» (Luca 23,43).
Quindi, fino al ritorno di Gesù con i patriarchi, il ladrone se ne stava tutto solo in paradiso (aveva avuto la parola di Gesù!).
Forse i teologi si sbagliavano? Ma soprattutto: quel bel paradiso, pensato prima di tutti i secoli per le creature fatte a immagine e somiglianza di Dio, il Regno dei Cieli, proprio un ladrone doveva inaugurarlo?

Di fraternité neanche a parlarne

5 aprile 2012

(Dickens, parlando dell’incarcerazione di un esule durante la rivoluzione francese):
I tre secondini che erano entrati, chiamati dal campanello che la signora aveva suonato, le fecero eco, e uno aggiunse: «Per amore della libertà!» e la conclusione, in quel luogo, suonava alquanto stonata.
(Charles Dickens, Una storia fra due città [A Tale of Two Cities])

Aforismi paologici / 3

2 aprile 2012

La moda della lentezza si sta diffondendo molto velocemente.