Archive for dicembre 2011

Ossimori politici

28 dicembre 2011

Il più recente è il Terzo polo. Ma sono molti gli schieramenti politici dai nomi paradossali.
Il più appariscente è il Partido Revolucionario Institucional, che ha governato il Messico per decenni. Guardando alla storia, viene da pensare però che il movimento politico più ossimorico sia un altro: la lista della sinistra spagnola Izquierda Unida.

A processo per babbonatalicidio

24 dicembre 2011

La vigilia di Natale del 1951, nell’atrio della cattedrale di Digione, un pupazzo di Babbo Natale è stato bruciato su iniziativa del locale clero cattolico (con l’appoggio dei protestanti): lo scopo era denunciare il paganesimo che stava minando le tradizioni cristiane europee. Comprensibili ma singolari le diverse reazioni nell’opinione pubblica: i cattolici denunciavano la superstizione, mentre i laici e i razionalisti la difendevano.

Giornalismo scientifico oggi

23 dicembre 2011

Oggi, mentre facevo il solito monitoraggio delle fonti (parte essenziale del lavoro del giornalista scientifico), ho trovato in un articolo molto interessante, su uno dei siti italiani più autorevoli per la materia trattata.
L’ho spulciato con attenzione, e a un certo punto mi sono imbattuto in un paragrafo che non mi giungeva nuovo.  Pensandoci bene, mi sono ricordato dove l’avevo già letto: era parte di un articolo che avevo scritto io tempo fa!
Ora, il copia-e-incolla fa parte della stampa di oggi, inutile negarlo. Io per principio non l’ho mai fatto, a costo di perdere un sacco di tempo, tranne che nei casi in cui riporto dichiarazioni (citando la fonte).
Stavolta quindi mi sono trovato in una situazione anomala: dovevo indicare me stesso come fonte? Oppure, ironia della sorte, ero impedito dall’usare il mio vecchio articolo per non essere accusato di plagio?

Aristocrazia moderna

21 dicembre 2011

Il 21 dicembre 2005 Elton John ha finalmente sposato il suo compagno storico, David Furnish, grazie alla nuova legge britannica sui matrimoni gay. Ma Elton John il 24 febbraio 1998 era stato nominato baronetto dalla Regina d’Inghilterra: da allora si chiama Sir Elton John. E suo marito, ora si potrà far chiamare Lady David?

Dizionario berlusconiano-italiano / 1

20 dicembre 2011

Se in tutte le dichiarazioni di Berlusconi si sostituisse la parola “comunismo” con “democrazia”, o con “onestà”, tutte le sue frasi acquisterebbero miracolosamente coerenza: «Sono sceso in campo per liberare l’Italia dal comunismo», «Sono i giudici comunisti che mi mettono i bastoni fra le ruote», «Ci sono ancora dei comunisti in Parlamento, ma li ho resi inoffensivi», «Combatterò sempre i comunisti», eccetera.

Beethoven e l’imperatore

16 dicembre 2011

Fra il 1809 e il 1811 Beethoven scrisse il suo quinto Concerto per pianoforte e orchestra: se non il più bello, sicuramente il più grandioso e il più vicino all’idea di “titanismo” che si associa tipicamente al suo autore.
Il Concerto è noto oggi come Imperatore. Non è chiaro chi iniziò a chiamarlo così (forse Johann Baptist Cramer, il suo editore inglese), né se il nome è legato a un concetto astratto o a un imperatore realmente esistito (e, nel caso, quale).
Quello che è sicuro è che il nome è una beffa per Beethoven: pochi anni prima si era rimangiato la dedica della sinfonia Eroica a Napoleone quando il suo “eroe” aveva tradito gli ideali di democrazia e uguaglianza incoronandosi imperatore.
Anzi, la beffa è doppia: il Concerto fu composto a Vienna proprio mentre la capitale austriaca veniva assediata dalle truppe “imperiali” di Napoleone.

La posta e la neve

15 dicembre 2011

La parola più usata in italiano per indicare un messaggio di posta elettronica è ormai semplicemente mail, dall’inglese e-mail.
Nel termine inglese però la “e” sta per “electronic”, mentre mail sta per posta (nel senso tradizionale). Quindi è come se nell’espressione italiana “posta elettronica” si salvasse solo la prima parte (posta), mentre quello che la caratterizza rispetto al vecchio servizio postale fatto di lettere e cartoline è proprio l’altra, l’elettronica. Sarebbe più sensato chiamare l’e-mail “e”.
Di solito, al contrario, quando in italiano si abbreviano le parole composte straniere si tende a privilegiare la prima, anche se non è la più caratterizzante nell’originale: un uso che a sua volta dà risultati paradossali. Per esempio lo snowboard (cioè letteralmente “tavola da neve”) viene chiamato spesso “snow”: «Mi piace sciare ma anche fare snow». Come se la neve fosse un elemento che distingue questa specialità dallo sci.

Effetto placebo al contrario

12 dicembre 2011

Io sono abituato a prendere l’aspirina in compresse: per qualche motivo, che io stesso ignoro, sono convinto che sia l’unica a farmi effetto. Una volta che non l’avevo a disposizione, ho preso quella effervescente, ma il mal di testa non mi è passato.

Il metabarbiere

7 dicembre 2011

Il paradosso del barbiere si può formulare così.
Su un’isola c’è un solo barbiere, che taglia i capelli (nella versione originale era la barba) a tutti gli abitanti dell’isola che non se li tagliano da soli (e solo a loro). Domanda: il barbiere se li taglia da solo, i capelli? È qui il paradosso logico: se se li taglia, allora fa parte degli abitanti dell’isola che se li tagliano da soli, e quindi lui, il barbiere, non dovrebbe tagliarseli. Se non se li taglia, fa parte di quelli che non se li tagliano da soli, e quindi in quanto barbiere dovrebbe tagliarseli. In ogni caso una contraddizione *.

Il paradosso del barbiere, ideato dal logico matematico britannico Bertrand Russell, è un classico della logica, e quindi non dovrebbe essere argomento di questo blog. Ci rientra perché ha fatto capolino in una situazione reale. Ieri ne ho parlato al mio barbiere: in un certo senso un metaparadosso, o un metabarbiere.
È che mentre mi tagliava i capelli il discorso è caduto sul fatto che lui e un suo amico barbiere si tagliano i capelli a vicenda (non contemporaneamente, spero).
Mi è venuto allora in mente il famoso paradosso e gliel’ho spiegato. Non ha avuto dubbi: «Certo che se li taglia da solo, i capelli! È l’unico barbiere dell’isola, chi glieli taglia sennò?».
«In barba alla logica», come ha commentato giustamente il mio amico Paolo Caressa.

 * Qualcuno ha voluto trovare scappatoie divertenti, che però non risolvono lo schema logico del paradosso: per esempio immaginando che il barbiere è calvo (o, nella versione della barba, è una donna o un bambino), oppure va in giro con i capelli (rispettivamente: la barba) lunghi fino ai piedi, e nessuno glieli taglia mai. O ancora, in modo più ingegnoso: ogni volta che deve tagliarsi i capelli prende una nave, arriva sul continente, prende la residenza lì e si fa tagliare i capelli da un barbiere del posto. Poi torna sull’isola e riprende la residenza abituale, fino al successivo taglio di capelli.

Achtung! Deutsche Diebe!

6 dicembre 2011

Il mio amico Gennaro, originario di Pozzuoli, era in Germania per l’Erasmus. Si è comprato una bicicletta e… gliel’hanno rubata. *

* Come ha protestato lui stesso, di fronte all’ilarità generale, non c’è niente di paradossale, perché non è vero che i napoletani sono ladri. Ovviamente ha ragione lui, però nell’immaginario collettivo è più facile immaginare che rubino la bicicletta di un tedesco a Napoli: è un po’ come la storia dell’uomo che morde il cane…

Ci vorrebbe il local warming

2 dicembre 2011

Il movimento verde, in particolare per quanto riguarda i cambiamenti climatici (e quindi le emissioni di gas serra), è tradizionalmente più popolare nei Paesi dell’Europa centro-settentrionale. In particolare, gli svedesi sono da tempo all’avanguardia dell’ambientalismo: già nell’aprile 2004 il 77% della popolazione trovava prioritario limitare le emissioni di gas serra, e questo li ha portati anche a rivalutare la scelta del nucleare.
Questa sensibilità ecologista ha sicuramente radici culturali, non geografiche: anche se i popoli nordici sono più portati a notare lo scioglimento dei ghiacciai, da un punto di vista strettamente egoistico un clima leggermente più tiepido sarebbe senza dubbio un vantaggio per la Svezia, perfino da un punto di vista agricolo (e quindi economico).

Celebre aforisma di Oscar Wilde in versione naif

1 dicembre 2011

Dichiarazione di uno skinhead svedese in un’intervista televisiva: «Mi piacerebbe trasferirmi in un Paese dove non accolgono immigrati».
(Grazie a Daniele Gewurz per la segnalazione)