Archive for novembre 2011

Gli Inti-Illimani e il coltello del nonno

28 novembre 2011

Questa non è esattamente la storia degli Inti-Illimani: l’ho leggermente “migliorata” per rendere più evidente il paradosso (che comunque nasce dalla storia recente del gruppo).
Immaginiamo dunque che sei musicisti (chiamiamoli Alfredo, Benito, Carlos, Dario, Emilio, Francisco) decidano di fondare un complesso musicale e di chiamarlo per esempio Untu-Ullumanu.

Dopo tre mesi Alfredo e Benito lasciano, per motivi personali, e vengono sostituiti da tali Gabriel e Hilario.
Per 20 anni gli Untu-Ullumanu girano il mondo riscuotendo enormi successi, finché a un certo punto un’aspra discussione porta alla scissione del gruppo: Carlos, Dario ed Emilio se ne vanno. Dopo un momento di sbandamento, il gruppo trova nuova linfa con l’arrivo di Jorge, Luis e Manuel.
Inizia una nuova fase, altrettanto lunga e gloriosa: la cosiddetta “seconda maniera” degli Untu-Ullumanu, che dura altri 20 anni, finché lascia anche Francisco.
Dal punto di vista musicale viene sostituito egregiamente da Nicolas, ma a questo punto non c’è più nessuno dei fondatori. Certo, nessuno toglie a Gabriel, Hilario, Jorge, Luis, Manuel e Nicolas il diritto di continuare a chiamarsi Untu-Ullumanu, sia perché non si interrompe la continuità della loro storia, sia perché non sarebbe giusto privare del nome quelli che stanno lì da 40 anni, solo perché se ne va chi sta lì da 40 e tre mesi. Altrimenti sarebbero da considerare tutti in ostaggio del solo Francisco!
Però così facendo si apre la strada alla possibilità che, a forza di sostituzioni, fra cent’anni ci siano ancora gli Untu-Ullumanu! E allora, cosa sono gli Untu-Ullumanu?
È vero che anche la Roma o il Real Madrid si chiamano sempre così: anche se i giocatori ovviamente cambiano, la società rimane. Ma un gruppo musicale è solo un nome?

Il paradosso è vecchio, e si applica a molte altre categorie.
In origine si chiama il “paradosso del coltello del nonno”, e parla del coltello a cui hanno cambiato quattro volte la lama e tre volte il manico, ma resta sempre “il coltello che ci aveva regalato il nonno”.

Secondo quanto racconta Calvino nel saggio “Il tempio dei legno”, nella raccolta Collezione di sabbia, questo paradosso si risolve con la mentalità giapponese: infatti per loro l’antichità di un tempio (e, immagino, di qualsiasi altra cosa) non dipende dal tempo passato dalla sua costruzione, ma conta solo la struttura: quindi un tempio può benissimo essere definito antico anche se tutte le sue parti sono state via via sostituite, e anche se ci si avverte sensibilmente l’odore di nuovo, purché la sua struttura originaria sia rimasta immutata.
In questo senso quindi il gruppo degli Untu-Ullumanu può durare per millenni.

Con la mentalità giapponese però vorrei sapere come si risolve questo problema: immaginiamo che una sera, a cena, si ritrovano i vecchi amici Alfredo, Benito, Carlos, Dario, Emilio e Francisco, ormai anziani ma ancora entusiasti della musica. Possono ricostituire gli Untu-Ullumanu? No, perché il gruppo esiste già, con altri componenti. Ma come, se l’avevano inventato loro?

Annunci

La guerra freddissima

25 novembre 2011

Per decenni gli Stati Uniti hanno combattuto una guerra fredda ma costosissima contro il comunismo sovietico, totalitario e aggressivo, ma poi imploso.
Di fronte al comunismo cinese, altrettanto totalitario ma economicamente vincente, gli americani si limitano a qualche dichiarazione e a una battaglia industriale che, alla lunga, difficilmente li vedrà vincitori.

Lo sguardo tentatore

22 novembre 2011

La notizia: un poliziotto saudita ha accusato una donna di averlo irretito con uno sguardo sensuale, e le ha intimato di coprirsi anche gli occhi (l’unica parte ancora pubblicamente visibile del suo corpo). Il marito della donna ha protestato ed è nata una rissa, nella quale il malcapitato marito ha riportato ferite alla mano.
L’aspetto paradossale della situazione è evidente, ma dal suo punto di vista il poliziotto ha ragione: se un governo teocratico costringe le donne a coprirsi il corpo intero in quanto fonte di tentazione per gli uomini, allora perché la bocca sì e gli occhi no?
È vero, uno sguardo può essere più sensuale di un topless.
Quindi le donne saudite dovranno coprirsi anche gli occhi? Ma allora anche una camminata vagamente ancheggiante (burqa permettendo) potrà essere incolpata di attirare gli sguardi libidinosi di un poliziotto saudita? Dunque le donne non potranno neanche camminare?
Queste domande ne suscitano un’altra, più seria: dov’è la frontiera fra seduzione lecita e oltraggio al senso del pudore? Per gli occidentali è tabù il topless, per molti arabi la bocca: come impedire che in altri ambienti musulmani, più rigidamente osservanti, lo siano anche gli occhi?

Sui siti web del mondo arabo la notizia ha suscitato grandi dibattiti: gli occhi sono un dono di Dio, non è presunzione voler correggere ciò che lui ha fatto?
Giusto, ma lo stesso vale per tutto il resto del corpo. Allora in una società aperta e moderna una donna deve avere il diritto di andare in giro completamente nuda?

Chi è credente? / 2

19 novembre 2011

Da un tema di un ragazzo delle superiori: «Gli illuministi credevano ciecamente della ragione».

Mari o monti

16 novembre 2011

A scuola mi hanno insegnato a cantare il “Mattino” di Grieg, tratto dal Peer Gynt. Le parole italiane erano: «Pallido Sole che sorgi al mattin, fra le betulle, sui monti, ti affacci sul mar». Chi le ha scritte pensava alla Norvegia di Grieg, ma non sapeva che il brano originale (fra l’altro strumentale) descriveva il risveglio del protagonista su una spiaggia tropicale.

Equilibrio instabile

10 novembre 2011

Berlusconi, proprio nel momento in cui il suo governo è in bilico, si appresta a fare una legge di stabilità.

Tutta colpa di Ulbricht

9 novembre 2011

Molti liquidano il comunismo come anacronistico “dopo la caduta del muro di Berlino” il 9 novembre 1989. Ma che senso ha giudicare un sistema filosofico ed economico in base alla caduta di un muro eretto da un dittatore decenni prima?
Il fallimento del comunismo reale era testimoniato dall’esistenza del muro di Berlino, e non dal suo crollo.

Buon mio compleanno!

6 novembre 2011

Idea: non sarebbe meglio invertire l’onere dei regali per i compleanni? Ognuno farebbe i regali a tutti gli amici per il proprio compleanno, non per il loro. Così nessuno potrebbe dimenticarsene. E poi sarebbe comodo: ognuno dovrebbe pensare ai regali solo una vola all’anno, un po’ come se fosse Natale (e il compleanno in fondo è proprio il giorno natale). E soprattutto, sarebbe bello ricevere regali dagli amici durante tutto l’anno, anche magari quando uno ha dimenticato la data e quindi non se lo aspetta!

Senza parole

4 novembre 2011

«È finito il tempo dei mediocri, degli imbroglioni, dei cialtroni. È arrivato il tempo della meritocrazia!» (Domenico Scilipoti)
(grazie a Stefano Pisani per la segnalazione)

Salutismo americano

3 novembre 2011

Capita spesso di vedere, nei fast food americani, individui notevolmente grassi che pranzano con doppio cheeseburger e patatine fritte formato extralarge, condite da variopinte salse cremose. Da bere, coca cola light (o zero), «perché sono a dieta».