Archive for ottobre 2011

“Fille aînée de l’Eglise”

31 ottobre 2011

La Francia, “patria della laicità”, è spesso contrapposta all’Italia, ostaggio della chiesa cattolica.
Ora però sono i francesi a manifestare in difesa della religione cristiana:

I dimostranti protestano contro la «cristianofobia» del regista teatrale (italiano!) Romeo Castellucci: nello spettacolo Sur le concept du visage du fils de Dieu, Castellucci avrebbe messo in scena contenuti blasfemi. Una manifestazione che sarebbe piaciuta al vescovo Marcel Lefebvre.

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Unusquisque faber ipsae fortunae suae?

29 ottobre 2011

Milioni di italiani hanno votato contro le centrali nucleari… e molti di loro fumano!

Il clown triste

25 ottobre 2011

Uno fa il buffone e poi si risente perché gli altri ridono?
(Grazie a Tommaso Ajello per la segnalazione)

C’è però un altro aspetto ancora più paradossale: nessuno rideva quando lui cercava di far ridere…

Caro agli dei

24 ottobre 2011

Il 22 ottobre è morto l’erede al trono dell’Arabia Saudita: Sultan bin Abdul-Aziz Al Saud, fratello minore del re Abdullah. Aveva 81 anni.

La geografia è un’opinione

22 ottobre 2011

Il candidato naturale come governatore della Banca d’Italia era Fabrizio Saccomanni. La sua figura non piaceva però alla Lega: anche se laureato alla Bocconi di Milano, aveva la grave colpa di essere nato a Roma.
Alla fine è stato scelto Ignazio Visco, fidato collaboratore di Saccomanni. E napoletano. Calderoli però l’ha presa bene: «La nostra scelta era Grilli [milanese di nascita, n.d.r.], comunque Visco, nonostante le sue origini, ha una pragmaticità padana».

Mi sento preso in giro

20 ottobre 2011

Titolo (vero) di un film: La storia infinita 2

Qual è la probabilità?

19 ottobre 2011

«Non possiamo fidarci al 100% dell’approccio probabilistico»
(G.A., alto dirigente di un importante gruppo industriale).

Ivory Tower fan’s club

14 ottobre 2011

Le persone che amano distinguersi dalla massa sono talmente tante da fare abbondantemente una massa.

La città eternamente calda

12 ottobre 2011

Quasi tutti gli studenti tedeschi e scandinavi che fanno l’Erasmus a Roma si ammalano: sono convinti che a Roma non faccia mai freddo. In realtà a Roma d’inverno fa freddo. È vero che non fa mai molto freddo, ma quanto basta per raffreddarsi.

Più nobile del Nobel

8 ottobre 2011

Ancora sui Nobel. Ogni anno, quando si annuncia il premio per la letteratura, il commento più diffuso è: «Ma come, neanche quest’anno l’hanno dato a Philip Roth?». Proprio quello che si diceva sempre anche a proposito di Borges (che alla fine è morto senza aver mai ricevuto il premio).
Non sono in grado di valutare i meriti del vincitore del 2011, il poeta svedese Tomas Tranströmer. Però è facile osservare che in passato le omissioni erano ancora più clamorose: il Nobel non l’hanno avuto, per fare qualche esempio, né Joyce, né Kafka, né Proust. Ora, se Kafka era “sotterraneo” in tutti i sensi, Joyce e Proust erano noti e apprezzati. E certo non appartenevano a culture marginali.
In compenso ha avuto il Nobel per la letteratura (!) Winston Churchill.

Ancora più paradossale il caso del Nobel per la pace.
Ora, sono assolutamente convinto che se lo siano pienamente meritato le tre donne premiate nel 2011: Ellen Johnson Sirleaf e Leymah Gbowee, liberiane, e Tawakkul Karman, yemenita.
Però all’appello dei vincitori nel Novecento manca la personalità che senza dubbio lo avrebbe meritato più di tutti: Gandhi.
Senza volerlo mitizzare, e anche tendendo presenti i suoi limiti, è però impossibile non pensare che il premio Nobel per la pace sembrava ideato apposta per lui *.
In fondo però, mi viene da pensare, per Gandhi non sarebbe stato un riconoscimento; anzi, ne sarebbe stato quasi sminuito, equiparato a tutti gli altri.

* Anche in altri elenchi di premiati balzano agli occhi clamorose assenze: per dirne una, Maradona non ha mai vinto il Pallone d’oro. Ma in questo caso c’è un buon motivo: ai suoi tempi era attribuito al “miglior calciatore europeo”, e non al “miglior calciatore che gioca in Europa”.

Cena agrodolce?

8 ottobre 2011

Mi è arrivato per posta elettronica l’invito a una “Cena tipica brasiliana” in un ristorante di Roma. Il titolo dell’evento è: “Saudade do Brasil”. Leggendolo, ho pensato subito al tipico sentimento portoghese e brasiliano della saudade: un termine che, come il tedesco Sehnsucht, indica uno struggimento nostalgico, onnipresente nelle poesie e nelle canzoni, ma difficile da definire e ancora più da tradurre. Poi ho letto il sottotitolo: “Alegria total”.

“Gli mancava una settimana per la pensione…”

5 ottobre 2011

Lo so, ne hanno già parlato tutti, ma è un paradosso che non poteva mancare in questo blog.
Il 3 ottobre 2011 il biologo canadese Ralph Steinman ha vinto il premio Nobel per la medicina, insieme a due colleghi.
Steinman però era morto pochi giorni prima, il 30 settembre, per un tumore al pancreas *.
Nella motivazione si legge che il premio è stato attribuito a Steinman «per la sua scoperta delle cellule dendritiche e il loro ruolo nell’immunità acquisita». Fra le applicazioni di queste ricerche, lo stesso Steinman aveva elaborato nuove tecniche per combattere il tumore al pancreas.
Qualcuno cinicamente potrebbe dubitare della validità dei suoi risultati, ma la Rockefeller University di New York, dove lavorava, ha fatto sapere che la sua aspettativa di vita era stata prolungata usando proprio i suoi studi. Certo, se si fosse potuta prolungare di una settimana ancora… 

* Per regolamento, il premio Nobel non può essere attribuito postumo. In questo caso però il riconoscimento è valido perché l’Accademia svedese delle scienze aveva preso la sua decisione prima che lo scienziato premiato morisse.

Dio salvi la regina di Scozia!

1 ottobre 2011

L’inno britannico God save the Queen viene cantato alle Olimpiadi quando vince un atleta del Regno Unito, cioè inglese, scozzese, gallese o nordirlandese.
Nelle competizioni internazionali di rugby, invece, solo l’Inghilterra lo usa come inno: le altre tre “nazioni” hanno ciascuna una propria squadra e un proprio inno (non ufficiale).
Quindi per esempio quando gli scozzesi affrontano l’Inghilterra sentono cantare il proprio inno nazionale solo come inno degli avversari.