Archive for settembre 2011

Titoli (veri) di giornale / 4

27 settembre 2011

(Questo per la precisione è un titolo letto sul Televideo)
Immobile raggiunge quota 5
[Ciro Immobile, ho scoperto dopo, è un calciatore che gioca in Serie B con il Pescara, e nell’ultima partita di campionato ha segnato il suo quinto gol stagionale. Neanche a farlo apposta, Immobile ha segnato su rigore, quindi su calcio da fermo].

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Chi è credente?

23 settembre 2011

Conosco diverse persone – soprattutto donne, devo dire – che si proclamano orgogliosamente atee, con l’aria di superiorità di chi ha la mentalità più aperta degli altri, ma allo stesso tempo si dilettano di astrologia, e spesso credono addirittura agli oroscopi. Forse in molti casi vale quello che diceva Chesterton: «When people cease to believe in God, they don’t believe in nothing; they believe in anything».

Referendum e secessioni

20 settembre 2011

Un referendum sulla secessione? In Québec è già successo due volte, e sempre con esito contrario (cioè hanno vinto i favorevoli all’unità nazionale canadese).
Nel 1995, dopo la seconda sconfitta, il leader francofono indipendentista Jacques Parizeau ha attribuito la “colpa” dell’esito delle urne al “voto etnico”: pare infatti che le numerose comunità di immigrati (italiani, cinesi, slavi, ecc.) abbiano votato in larghissima maggioranza per restare in un Canada unito e multiculturale anziché in un Québec francofono. La conclusione naturale, che Parizeau non è stato in grado di trarre, è che l’unico voto veramente “etnico” era quello dei suoi.

Gli ipertecnologici

16 settembre 2011

I miei amici russi Vlad e Andrei, in visita a Roma, giravano la città senza una guida: Vlad aveva sul palmare un programma che sincronizza google maps con wikipedia, per cui, se si trovava per esempio a piazza Navona, gli diceva non solo il nome della piazza, ma gli spiegava anche (in russo) le opere d’arte che vedeva, i nomi degli architetti e le vicende storiche. Ammetto di essere rimasto allibito di fronte a tanta tecnologia.
Una sera, al ristorante, Andrei va al bagno e non si rivede per 10 minuti buoni. Al ritorno, spiega che era stato tutto il tempo a cercare di azionare il getto d’acqua del lavandino, che non aveva un rubinetto. Aveva cercato in tutti i modi di far funzionare la fotocellula, ma invano. Solo dopo che si era formata una lunga fila, qualcuno gli ha spiegato che c’era un pedale. Del resto, questo su google maps non c’era scritto…

Il turbante non fa il sikh

14 settembre 2011

Il 12 settembre 2001, con l’America nel panico, un benzinaio dell’Arizona ha sparato a un sikh che si era accostato per fare benzina. Il suo “ragionamento” dev’essere stato più o meno: ha il turbante, quindi è arabo, quindi è cattivo/pericoloso, quindi gli sparo.

Consigli per terroristi

11 settembre 2011

Settembre 1990: è iniziata da poco la prima guerra del Golfo. All’aeroporto di Heathrow uno zelante poliziotto inglese mi guarda e mi chiama fuori dalla coda per perquisirmi. Evidentemente l’aveva insospettito il mio aspetto molto mediterraneo, forse anche mediorientale dopo un’estate al mare.
Quella sera stessa leggo sui giornali di un attentato dell’Ira a Londra: il terrorista irlandese aveva potuto tirare la bomba indisturbato, pallido e biondino com’era.

Berlusconi il sovietico

9 settembre 2011

Questo paradosso viene dal blog di Alessandro Gilioli, che scrive: «E siccome a volte la Storia si diverte, ci trasciniamo grazie al più grottesco di tutti i paradossi: a garantire la permanenza del Cavaliere a Palazzo Chigi è proprio quella Costituzione “rigida, vecchia, sovietica” che il premier ha vilipeso per anni, cioè quella che consente i ribaltoni parlamentari e che permette a un leader di governare fino a fine mandato, se il Parlamento glielo consente, anche quando “non ha più la maggioranza nel Paese”.
Cioè proprio quello che B. le contestava, ogni giorno quando era all’opposizione».

Jedi inconsapevole

3 settembre 2011

La principessa Leila Organa (nell’originale inglese: Leia Organa) minaccia Jabba the Hutt, che l’ha catturata: «Abbiamo amici potenti» (We have powerful friends). Lei stessa però non poteva immaginare quanto questa frase fosse vera: non sapeva che suo padre era in pratica il numero 2 dell’universo.