La morte sa aspettare

Nella sfortuna, James Hackemer era stato relativamente fortunato. Nel 2007 ricopriva il ruolo di sergente nella missione americana in Iraq; quando il suo veicolo è stato colpito da un ordigno esplosivo, James è rimasto gravemente ferito, ma se l’è cavata (si fa per dire) con la perdita delle gambe. Tornato in America, ha ricominciato la sua vita di marito e di padre.
Un giorno di luglio del 2011 ha portato la sua famiglia a un luna park di Syracuse (Stato di New York). Forse a causa del suo handicap, i meccanismi di sicurezza dell’otto volante non hanno funzionato, e James è stato catapultato via alla velocità di oltre 80 chilometri all’ora.
Così, dopo essere sopravvissuto alla guerra, il sergente Hackemer ha trovato la morte in un parco di divertimenti del suo Paese.
Una sorte beffarda, ma non unica. Qualche anno fa una bambina bosniaca, adottata da una famiglia della Florida, era stata tratta in salvo dalla guerra nell’ex-Jugoslavia, ma era annegata nella piscina della villa dei genitori adottivi.

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