Finale per il secondo e terzo posto

Ogni anno nella World League di pallavolo si gioca la “Final Four”: le quattro squadre qualificate dei rispettivi gironi si incontrano in un’unica città dove nell’arco di 2-3 giorni si giocano semifinali e finali. Da qualche tempo, per evitare che le due squadre più forti possano incontrarsi in semifinale, si gioca una specie di “giornata preliminare”, in cui le quattro squadre vengono abbinate per sorteggio a due a due: si disputano due partite il cui unico scopo è stabilire le “teste di serie” per le semifinali: ognuna delle due vincenti incontrerà in semifinale una delle due perdenti. In questo modo, fra l’altro, cresce anche il numero di partite giocate e quindi aumentano gli incassi e le dirette televisive (*).
Nell’edizione del 2004, disputata a Roma, si incontrano Italia, Brasile, Serbia e Bulgaria. Il Brasile è favoritissimo, la Bulgaria appare la meno competitiva, mentre Italia e Serbia aspirano almeno alla finale. Le partite preliminari sono Bulgaria-Brasile e Italia-Serbia. In pratica, dando per scontate le vittorie del Brasile e le sconfitte della Bulgaria in tutte le partite, chi vince fra Italia e Serbia incontrerà la Bulgaria in semifinale e quindi perderà con il Brasile in finale; l’altra perderà con il Brasile in semifinale per poi battere la Bulgaria nella finale per il terzo posto. In pratica, la partita preliminare è una specie di finale anticipata per il secondo e terzo posto. E così succede: l’Italia batte la Serbia e poi tutto va secondo i pronostici. Classifica finale:
1) Brasile
2) Italia
3) Serbia
4) Bulgaria

N.B. Se il sorteggio avesse fatto incontrare Italia e Brasile (o Serbia e Brasile) nella partita preliminare, allora ci sarebbe stata una semifinale Italia-Serbia, e sarebbe stata quella la finale virtuale per il secondo e terzo posto. Insomma, la situazione paradossale non dipendeva dal sorteggio, ma dai valori sportivi in campo in quell’occasione.

 

(*) A questo proposito il mio amico Daniele Gewurz mi fa notare un altro fatto paradossale: visto che si giocano in tutto sei partite, tanto valeva fare un girone all’italiana, in cui tutti giocano contro tutti. Però si perderebbe la spettacolarità delle eliminazioni dirette e soprattutto della finalissima.

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