La crusca e il crusco

Nicoletta Maraschio, presidente dell’Accademia della crusca, ha dichiarato di volersi far chiamare “la presidente”, e sembra favorevole anche a dire “la ministra”, così come si dice “l’operaia”. È difficile opporsi di fronte a cotanta autorità, e in effetti il ragionamento non fa una piega.

Purtroppo la presidente, anche se sottolinea di non voler estendere il ragionamento a tappeto, non coglie l’occasione per ricordare la regola: il genere grammaticale non è necessariamente legato al genere biologico.
Altrimenti se io facessi il militare sarei “un recluto” o “un matricolo”. E se facessi la guida turistica dovrei diventare “un guida”, o addirittura “un guido” (!).
E guai a chiamare un bambino maschio “la creatura”!
E bisognerebbe dire “l’ornitorinca” anziché l’ornitorinco femmina?

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Una Risposta to “La crusca e il crusco”

  1. paleomichi Says:

    io non la capisco. Esiste la parola “Presidentessa”, perché usare un falso femminile e per di più bruttissimo? Non c’è più l’Accademia della Crusca di una volta…..

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